Home » Cinema
stampa
 
 
Di Silvia Zanardi
"Up", il nuovo coinvolgente capolavoro della Disney Pixar
E' stato il novo film d'animazione della Pixar a mettere più in difficoltà gli spettatori della Mostra del Cinema di Venezia: trattenere le lacrime è stato difficile per tutti. Tranne, forse, per i bambini che si sono divertiti perchè forse non hanno capito tutto. Alla Mostra del Cinema di Venezia, la Disney Pixar ha celebrato uno dei suoi più grandi successi: è suo, quest'anno, il Leone D'Oro alla carriera. Un Leone che si chiama Toy Story 1, 2 e 3; Nemo; Cars; A Bug's Life; Wall-E; Ratatouille. Un premio che, per la prima volta nella storia del festival, non è andato ad un solo regista ma ad un team di registi, produttori ed animatori che sono la storia dell'animazione digitale. A Venezia sono arrivati John Lasseter e George Lucas, gli iniziatori, ed è arrivato anche "Up", l'ultimo capolavoro che arriverà nelle sale a ottobre. 
Nel film, c'è un bambino con gli occhialoni che sogna di fare l'esploratore. Conosce una bambina sdentata e tutta pepe che vuole andare in Sud America: «l'America, ma Sud». Basta così. Per 4 minuti prende voce solo la musica e racconta i due bambini diventati grandi, innamorati fra i gigli del matrimonio e una casa da dipingere di tutti i colori. "Carl&Ellie", si legge sulla cassetta della posta e tutto è amore: un libro sulle ginocchia, le nuvole che diventano bebè, un salvadanaio che si riempie di monete e non arriva mai dove portano i sogni: la cascate del Sud America. Lui vende palloncini: un lavoro umile. Pochi minuti dopo arrivano i capelli grigi, e la mano di un vecchietto col bastone che accarezza per l'ultima volta la sua amata con le mezzelune, distesa su un letto di ospedale. Potrebbe finire così. Se non fosse che una casa piena di ricordi prende il volo grazie ad un nuvola di palloncini che esce dal camino, lasciando l'ospizio al peggiore degli incubi e l'avventura al più vivo dei sogni. Carl raccoglie tutti quelli che gli sono rimasti e non è solo, con lui c'è un piccolo boyscout maldestro piombato in casa sua per guadagnarsi l'ultimo distintivo che gli manca: quello di assistenza agli anziani. Se lo trova lì, per aria, con tutta la sua casa e non può fare altro che tenerselo. Tutto il resto è l'avventura, quella sognata di Carl&Ellie, un sogno pesante quanto una casa che, anche a terra, il vecchietto con il bastone si trascina e trascina per non lasciarla volare via. C'è uno strano uccello da difendere, un cagnolino imbevuto di tenerezza, un branco di cani feroci - ma facili da ammaliare - e il cattivo che semina zizzanie. Un plot quasi classico, che in un'ora e mezza passa in pellicola ogni sfumatura dei valori universali: l'amore, il rapporto padri e figli, i sogni, il coraggio, la tenacia, il retaggio di una vita umile che, metaforicamente, esplode nella forza del suo simbolo: i palloncini. C'è poi l'insostenibile peso dei ricordi, che ad un certo punto se ne va: prima escono i mobili, poi le foto, poi il salvadanaio e, infine, se ne vola via la casa per lasciare spazio all'imprevedibile, quello a cui non si pensa mai.    
(28 settembre 2009)