Home » Cinema
stampa
 
 
Di Roberto Tirapelle
Dal 13 al 21 novembre, la 27a edizione del "Torino Film Festival"
Dal 13 al 21 novembre, la 27a edizione del
L'anteprima internazionale di Nowhere Boy di Sam Taylor Wood, storia dell'adolescenza di John Lennon, aprirà il Torino Film Festival. Tratto dal libro Imagine: Growing Up with My Brother John Lennon di Julia Baird, sorellastra di Lennon, il film ripercorre gli anni di formazione di una delle icone del XX secolo.

Più una dichiarazione d'amore che una semplice biografia Nowhere Boy non si limita a raccontare l'adolescenza di Lennon ma riesce anche trasporre sullo schermo la richhezza di suggestioni che in quegli anni ne hanno alimentato il genio. Il tutto accompagnato da un uso sapiente della musica dell'epoca e del repertorio degli esordi di Lennon e McCartney.

"Sono particolarmente soddisfatto di poter aprire la mia prima edizione in veste di Direttore del TFF con questo film", ha dichiarato Gianni Amelio. "Diretto da una regista esordiente e sorta di 'ritratto dell'artista da giovane' ritengo sia in grande sintonia con lo spirito che contraddistingue da sempre il TFF".

Sam Taylor Wood è una delle maggiori giovani artiste visive inglesi, premiata alla Biennala Arte del 1997. Nowhere Boy è scritto da Matthew Greenhagh ed interpretato da Kristin Scott Thomas e Anne-Marie Duff.

Tra le varie sezioni quella più competitiva è "Torino 27", il concorso internazionale che presenta quattordici film inediti incentrati sul cinema "giovane" perchè il festival si rivolge sempre alla ricerca di talenti innovativi.

Un'altra sezione è "l'Italiana.doc", riservata al concorso di documentari in pellicola o in video. Poi c'è "Italiana.corti"riservato a cortometraggi italiani inediti, quindi "Spazio Torino"riservata ai migliori cortometraggi realizzati da cineasti nati o residenti in Piemonte.

Torino Film Festival riserva altre sorprese: "Festa mobile",un viaggio attraverso i film più belli del 2009, attraverso le mode nascenti e le anteprime più curiose, le novità più stimolanti e i lavori recenti di quegli autori che sono stati importanti per la storia del festival e per la storia del cinema indipendente in generale: in pratica, un panorama delle opere più significative e innovative dell'anno, inedite in Italia, che

per motivi diversi non possono essere ammesse al concorso Torino 27; "Rapporto confidenziale", un luogo nel quale fare il punto su un fenomeno specifico emergente

nel cinema internazionale. L'osservazione è a 360 gradi, e ogni anno la

sezione individua un argomento che appare di particolare attualità, comunque

centrale nell'immaginario cinematografico collettivo."Onde" è la sezione dove la tradizione di ricerca e di rinnovamento del TFF si spinge ancora più avanti, nei territori che stanno ai margini dei generi, dei linguaggi, degli standard, delle durate. "Figli e amanti": dedicata a sei importanti registi italiani, che rappresentano generazioni, tendenze, linee espressive e tematiche diverse. A loro viene chiesto di scegliere un film del passato che è stato fondamentale per la nascita della loro ispirazione e della loro voglia di diventare cineasti, l'opera di un autore nel quale riconoscono ancora un modello, liberi di spaziare tra autori, generi, decenni. Dopo la proiezione del film scelto, ognuno di loro racconterà al pubblico il momento di quella scoperta, il legame che ha con questa opera e con il suo autore, la loro influenza sul suo cinema. Ma uno degli aspetti più importanti del TFF è rappresentato dalle retroispettive. Quest'anno sono dedicate a Nicolas Ray e a Nagisa Oshima. "Nicholas Ray: un ribelle senza causa" è il titolo della rassegna. Nicholas Ray, un autore fondamentale nel passaggio dal cinema classico alla Hollywood del disincanto. Verranno presentati tutti i film diretti da Ray, dal 1946 al 1973. "Racconti crudeli della giovinezza: il cinema di Nagisa Oshima" è il titolo della seconda retrospettiva.

La rassegna di Oshima comprende tutti i suoi lungometraggi e un'ampia selezione delle sue regie televisive, dai telefilm e i documentari degli anni 60 e 70 (come "Un esercito imperiale dimenticato", "Un piccolo viaggio avventuroso", "La vita di Mao") alla sua recente storia del cinema giapponese (Nagisa Oshima 100 Years of Japanese Cinema). Oshima è considerato un maestro rigoroso e inquietante della "nouvelle vague" giapponese.

 
(01 novembre 2009)