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Ha vinto Winter's Bone dell'americana Debra Granik

Torino Film Festival: i vincitori
Torino Film Festival: i vincitori

Si è conclusa la 28^ edizione del Torino Film Festival e, per quanto riguarda i palmares, tutto si è svolto secondo le previsioni. Ha vinto Winter's Bone dell'americana Debra Granik con il verdetto unanime della giuria del festival presieduta da Marco Bellocchio.

Migliore attrice la ragazzina Jennifer Lawrence, 20 anni, rivelazione dello stesso film vincitore. Un'interpretazione che potrebbe diventare anche in odore di Oscar.

Il pubblico ha premiato a spada tratta il noir Henry di Alessandro Piva, l'unico film italiano in concorso. Mi spiace per il nostro cinema ma non condivido la scelta. Se voleva essere un "noir" non ha nulla di questo genere; se voleva essere un ritratto della suburra romana ha i connotati di un servizio televisivo sul sottobosco; lo script è pieno di luoghi comuni, gli attori non credibili. Peccato perchè Piva ha dimostrato un piglio interessante nei suoi precedenti ma qui non è servito.

L'edizione 28 è stata invece di alto livello, dimostrando ancora una volta gli obiettivi che si era posta. Incassati 166 mila euro per quasi 18 mila paganti, 4000 in più del 2009.

Torino non è Venezia e tantomeno Roma, non profuma di glamour, odora piuttosto di pellicole, quelle del vecchio leone Huston, che ripercorre una buona fetta di cinema con il suo gesto e i suoi attori, o quelle del folgorante Vitalij Kanevskij, o fa rispolverare i suoi fans il resuscitato John Carpenter che semina ancora follie, o con la delegazione giapponese che, ad esempio, portano i nomi di Zhao Ye (Last Chestnuts), o di Koji Vakamatsu (Caterpillar), ma i titoli sono tantissimi. Come per esempio il romeno Costantin Popescu (Portetul Luptatorului La Tinerete) che ci porta molto materiale della dittatura comunista al potere tra il '45 e il '65. Non posso dimenticare all'inizio Lola Doillon (Contre Toi) e alla fine Clint Eastwood (Hereafter), due opere che si temprano dei loro autori e ci faranno riflettere lungo il loro percorso.

Voglio ancora citare una pellicola canadese, settancinque minuti tirati, il cosiddetto "short-film", una micro-storia che raccoglie, musica, noir, melo, attori, paesaggi e tormenti. Mi riferisco a Small Town Murder Songs di Ed Gass-Donnelly, una voce dell'Ontario che porta a Torino ancora una lezione di cinema.

(roberto tirapelle)

 

(07 dicembre 2010)