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A Legnago - Parco comunale

Stella per una notte
Stella per una notte

 

Un parco stracolmo di persone, un'orchestra egregiamente diretta dal Maestro Alberto Mosciarello, trentasei autentici artisti che con i loro acuti hanno fatto pulsare il cuore, una divina compagnia di danza nonché, ciliegina sulla torta, una passeggiata nostalgica sui più famosi pezzi del compositore Franco Fasano. Questa è stata la seconda edizione di "Stella per una notte", la manifestazione canora che per tre giorni ha stravolto e rinvigorito la taciturna città del Salieri. Certo, la cronaca ci dice che le tre "Stelle", le regine delle categorie gareggianti (Stelline, Piccole Stelle e Stelle) sono la piccola catanzarese, Chiara di Salvo con "Caruso", Matilde Scarsini con "Cabaret" e la sanbonifacese Nicoletta Mastella con "And I am telling you". Alle vincitrici sono andate le tre borse di studio messe in palio: 400 euro per le "Stelline", 600 euro per le "Piccole Stelle" e 1.000 euro per le "Stelle". Ma "Stella per una notte" è stato ben più di una manifestazione di buona musica. Per tre giorni, l'arte e la profonda cultura erano di casa a Legnago. Nel Parco comunale abbiamo ospitato quello che di più intimo c'è nello spirito umano: l'impalpabile materia della quale sono forgiati i nostri sogni ed i nostri più intimi desideri. La musica, altro non è che la più antica forma di comunicazione sociale ed umana. Dai tempi più remoti, l'uomo ha sempre praticato musica e dilettato con i più svariati strumenti musicali; poiché "l'arte della musica"- come recita il Dizionario enciclopedico-"è un insieme di norme pratiche idonee a conseguire determinati gradevoli effetti sonori, che riescono ad esprimere l'interiorità dell'individuo".

Dunque, amici lettori, non erano banali "canzonette", quelle che abbiamo applaudito e conosciuto al Parco di Legnago; nessun sfoggio di superficialità né di spregiudicato "relativismo culturale"; tutt'altro, la manifestazione canora è stato un inno a quanto di geniale ed irripetibile può costruire l'uomo in uno spazio, epoca e tempo, questi si, banali e scontati. Quando in una comunità si dedicano tempo, energia e risorse all'arte, alla musica ed alla convivialità si cementifica indissolubile cultura e salvifica opera sociale. A mio avviso, non esiste prezzo o cachet d'artista per sponsorizzare il linguaggio dell'arte; nonché la forma di comunicazione che più di tutte ci mette in simbiosi con la sensibilità del nostro "essere" e le inesprimibili sfaccettature del nostro animo.

Ed è specialmente in periodi stagnanti di "crisi" e di negative congetture economiche e lavorative che, questi eventi, si rivelano indispensabili direi quasi obbligatori. Magari tra le migliaia di persone accorse con il cuore in gola al parco cittadino ci saranno stati tanti cassaintegrati, uomini di mezza età che hanno perduto il lavoro, madri che stanno vivendo una situazione famigliare complicata, figli che hanno da poco perduto quello che di più caro avevano al mondo e che per qualche ora hanno trovato conforto cristiano e umano negli acuti delle giovani Stelle, sulle note delle colonne sonore che da sempre ci tengono compagnia nei momenti più cupi. "Stella per una notte", più che una "creazione" dell'Assessore alla Cultura, dunque, un figlio dell'Assessore alle politiche Sociali: poiché non ha paragoni la carezza de "La nevicata del '56", il solfeggio dei violini di "Your Love", o l'adrenalina iniettata nel corpo di "Ironic" o "I have nothing". Si può arrivare a fine mese a stento, si possono fare eroici sacrifici e molteplici rinunce ma per l'arte e la musica ci deve essere sempre un posto nel nostro cuore ed in ogni parco comunale del BelPaese. Orfeo con il suo canto ammaliante fu in grado di ammansire le belve ma anche di propiziarsi gli dei; Anfione utilizzò il suono della cetra per costruire le mura di Tebe. La musica (ed il canto) sono i fratelli minori della trascendentalità e della sacralità; negarle significherebbe espellere dalle nostre ossa la caratteristica cardine che ci contraddistingue da tutti gli altri esseri viventi: la fede.

Certo musica è fede, fiducia in "qualcos'altro"di più forte dell'umano; sugli spartiti e su quei microfoni ci sono le nostre speranze, i nostri sogni, i sospiri, le palpitazioni di tutta un'esistenza che dev'essere riempita dallo zucchero che solo un'arte può donarci. Nessuno, amici lettori, deve ostacolare né porre limitazioni ai nostri sogni; nessuno può permettersi di spegnere le luci sui palchi (più o meno noti) delle "Stelle per una notte". "Senza la musica la vita sarebbe un errore" diceva Nietsche; concludendo con la cronaca, altri riconoscimenti, nelle serate legnaghesi, sono andati al vicentino Diego Pettena (Premio Orchestra), alla friulana Federica Copetti (Premio Sponsor) ed alla bovolonese Denise Turrini.

Paolo Cecco

(07 settembre 2011)