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Di Renata Nalin
Il silenzio e le parole dello stalking

Telefonate, sms, email a qualunque ora. E poi appostamenti e pedinamenti. Infine la persecuzione che può sfociare nella violenza fisica. È lo stalking, un fenomeno ampio di cui un italiano su cinque ne è o ne è stato vittima. Per riflettere su un tema di grande diffusione che interessa soprattutto le donne, giovedì 27 maggio alle ore 20,30, presso il Piccolo Salieri, la Commissione Pari Opportunità del comune di Legnago ha proposto un appuntamento dal titolo "Stalking: il silenzio e le parole". 

Nel corso della serata è stato proiettato il fim "Un giorno perfetto" di Ozpetek, accompagnato da un dibattito condotto dall'avvocato Alberto Maria Lonardi e dalla psicologa Tiziana Martini. Numeroso il pubblico intervenuto a testimonianza dell'attualità dell'argomento.

Apre e chiude il film una vicenda di cronaca nera, simile a tante altre che, ormai anestetizzati, apprendiamo quotidianamente dai telegiornali. L'evento s'intreccia con il lucido racconto di questa nostra epoca di lavoro precario, campagne elettorali populiste, sogni piccolo-borghesi e amori impossibili. Il film, tratto dall'omonimo libro, condensa nello spazio di un giorno una complessità di intrecci, parentele, personaggi e problemi che segnano più o meno profondamente la vita di due nuclei familiari diversi per estrazione sociale, ma accomunati dalla stessa sofferenza del vivere. Evidente nel film è la centralità della figura femminile, rinforzata dalla recitazione di grandi attrici. In tutta la proiezione si avverte l'ammirazione di Ozpetek per le donne. Donne che vanno avanti, nonostante le difficoltà della vita, contrapposte agli uomini che soccombono al primo ostacolo e ne vengono travolti e distrutti. Donne forti ma così diverse tra loro e nelle loro scelte. Acuto Ozpetek nel sottolineare i momenti cruciali del film tramite l'assenza delle parole, così da lasciare spazio solo agli sguardi e ai sentimenti.

La presentazione iniziale e il dibattito finale a cura degli esperti hanno consentito la riflessione e il confronto. È stata delineata chiaramente la figura dello stalker, molestatore assillante e inseguitore ossessivo, per comprendere quando e come ci si può considerare vittime. Sono state, quindi, indicate condotte di difesa che possono tornare utili per non soccombere. Non bisogna, infatti, negare il problema, ma attuare comportamenti fermi e prudenti per tutelarsi e per aumentare la sensazione di sicurezza, evitando reazioni che possono essere lette come rinforzi da parte del persecutore.

A conclusione della serata, un momento conviviale con degustazione del risotto ha attribuito calore e colore all'appuntamento. Attorno ad un tavolo, si sa, nasce l'incontro, fiorisce il dialogo, si rinsaldano le relazioni. 

(16 giugno 2010)