Home » Legnago e dintorni » Territorio
stampa
 
 
A LUCIANA GATTI il Premio “COLFOSCO 2010” al Castello di Susegana
A LUCIANA GATTI il Premio “COLFOSCO 2010” al Castello di Susegana

 

La poesia "Sotto la fronda dell'oleandro amaro" di Luciana Gatti è risultata vincitrice al XII CONCORSO "COLFOSCO 2010". Il prestigioso premio è stato conferito alla poetessa minerbese nell'ambito della MOSTRA NAZIONALE DELLA PICCOLA E MEDIA EDITORIA, che ha visto illustri ospiti del mondo della cultura. La cerimonia di premiazione si è svolta il 3 ottobre u.s. nella Biblioteca del CASTELLO SAN SALVATORE DI SUSEGANA (TV) dei Principi di Collalto.

Sotto la fronda dell'oleandro amaro

Mastico il ristoro della poesia

sotto la fronda dell'oleandro amaro

e gli occhi d'una donna d'antan,

che grida con l'ugola bagnata di silenzio.

Vedo il suo ritratto vestito di chiffon e il piede rosa

nel rorido verde del mattino, io sulle punte,

oltre il davanzale, a spiare l'intima stanza.

Ella è prigioniera nella cornice di puro ovale,

come il suo viso velato dal piumino della melanconia.

Appena odoroso di cipria.

Improvvisa, una carezza sprimaccia il cane ai suoi piedi

e corre la donna sul fiorame della tappezzeria

e beve assetata l'acqua delle dalie e scuote la porta. Esile.

E' fuori il tempo da vivere con la polvere del calesse

e la brezza sotto l'albero grande

e sulle tovaglie stese sull'erba

dai gitanti coi volants, che ruotano i parasole.

Intanto vanno i cavalli, senza briglia, quieti,

a bagnarsi le labbra profumate di biada

in una pozza di nuvole e cielo.

Si è sciolto il nastro di lei come la treccia dei capelli

e i bambini ridono e tendono la mano,

oltre l'appretto dei colletti e dei giorni borghesi e sazi.

Si libra quel ritaglio sulle camelie,

flessuoso al capriccio del vento,

fino all'abbraccio del guardacaccia.

Lei ora è cardellino nella ladra sopra il cuore. (*)

I capelli sono sparsi sulle spalle ed ella raccoglie il libro invisibile

del suo arcangelo andato via con l'ala imperlata di pioggia.

La ladra vuota sul cuore.

Tra le pagine, le parole reclinate e appassite

della vita di un giorno d'estate.

Ah! Il ritorno nella stanza, ansimante e felice.

Lo sguardo fuori a bere l'aria e quell'insetto sulla mano

che sfiorava le rose rampicanti attorno alla finestra.

Chi mai è partito ora ritorna nel dipinto d'antan,

sul fiorame nell'ombra serale, che s'adagia come polvere

sul blu della zuppiera inglese.

Quando i miei occhi bruciano per la pagliuzza

volata dal rogo di una vita, che forse m'appartiene.

Luciana Gatti

(*) ladra = qui, nel significato di tasca interna di una giacca

 

 

 

(20 ottobre 2010)