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ASTRONOVITA' A LEGNAGO

Il 25 marzo 2011 si è costituita a Villabartolomea la A.A.L.: l'Associazione Astrofili Legnago "Giovanni Silva". Questa è una novità assoluta per la bassa veronese. È nata un'associazione "no profit di base scientifica attiva nel campo dell'astronomia, dedita all'osservazione diretta del cielo, all' insegnamento ed alla divulgazione". L'associazione è dedicata a Giovanni Silva, scienziato e astronomo nato proprio nella nostra città e vissuto a cavallo tra il 1800 e il 1900 a cui si devono scoperte e creazioni nell'ambito astronomico. La sede legale dell'associazione si trova a Villabartolomea, in via XX Settembre n°12 e i fondatori dell'A.A.L., che hanno avuto questa meritevole idea, sono Gianni Boninsegna e Lorenzo Daccordo. Gli Astrofili legnaghesi operano
nella zona di Legnago e paesi limitrofi. Infatti questa associazione nasce per offrire la possibilità a tutti gli amanti del cielo, che non possono associarsi al Circolo Astrofili Verona (C.A.V.) per motivi di lontananza, tempo e lavoro, di poter sviluppare la propria passione praticamente vicino a casa. L'A.A.L oltre ad offrire una "struttura" per poter osservare le meraviglie del cielo, fornisce anche l'occasione di passare piacevoli serate tra "astrofili", con scambi di idee e conoscenze in ambito astronomico.
L'associazione ha bisogno anche del vostro aiuto per poter dare vita a piacevoli serate d'incontro e dare la possibilità a tutti gli astrofili della bassa veronese di poter contare su un'Associazione Astrofili comoda e vicina a casa. Perciò amanti dell'astronomia, non lasciatevi scappare questa opportunità!! L'A.A.L. ha in programma di organizzare incontri e lezioni sull'astronomia e
il Basso Adige vi terrà informati sulle iniziative di questa nuova associazione. Se qualcuno desidera iscriversi o semplicemente vuole saperne di più, può visitare il sito www.astrofililegnago.tk.

Cerere (pianeta nano)

Eccoci giunti ad un'altra cosmica puntata della rubrica di Astronomia del Basso Adige. Oggi cominceremo il nostro viaggio alla scoperta degli altri pianeti nani. Abbiamo infatti finito la descrizione di Plutone, ex pianeta che è stato declassato nel 2006 a nano pianeta. Ricordiamo che cos'è un pianeta nano: un pianeta nano è un corpo celeste orbitante attorno ad una stella e caratterizzato da una massa sufficiente a conferirgli una forma sferoidale, ma che non è stato in grado di ripulire la propria fascia orbitale da altri oggetti di dimensioni confrontabili. Ciò che lo differenzia dalla definizione di pianeta è che un pianeta è riuscito, al contrario del pianeta nano, a ripulire la propria orbita. Attualmente i pianeti nani sono cinque: Plutone, Cerere, Haumea, Makemake ed Eris e oggi descriveremo Cerere. Cerere è l'asteroide più grande della fascia principale degli asteroidi che divide i pianeti interni da quelli esterni ed è stato il primo ad essere scoperto. Proprio per la sua grandezza è stato l'unico asteroide del Sistema Solare interno ad essere riconosciuto dall'UAI (Unione Astronomica Internazionale) il 24 agosto 2006, come pianeta nano con Plutone ed Eris. Ciò nonostante, la fascia di Kuiper, contiene oggetti molto più grandi di Cerere basti pensare, oltre ai pianeti nani (Eris, Haumea e Makemake), a Quaoar, a Orco e a Sedna. Il nome dell'asteroide deriva dalla dea romana dell'agricoltura e del grano.
Il suo simbolo astronomico è la rappresentazione stilizzata della falce della dea Cerere: . E ora un po' di caratteristiche geofisiche su Cerere: il diametro del pianeta nano è di circa 950 Km, la sua massa è pari al 40% di quella di tutti gli altri asteroidi della fascia principale messi insieme. Cerere non ha satelliti ne un sistema di anelli ma possiede 3 satelliti e la sua temperatura
media è di circa -106° ma può sfiorare i -161°. Il pianeta nano ruota attorno al Sole in 4,599 anni terrestri e compie un giro su se stesso in 9 ore, 4 minuti e 28 secondi terrestri. Cerere dista dal Sole mediamente 2,7 UA cioè 413.715.000 di Km. (l'UA "Unità Astronomica" è l'unità di misura usata in astronomia, pari alla distanza media tra la Terra e il Sole che è di 149.597.870,691 Km).
Cerere, grazie alle sue dimensioni e alla sua massa, è di forma quasi sferica ed è uno degli unici asteroidi ad avere questa forma oltre che a Vesta e a Igea (altri asteroidi della fascia principale). Ma chi ha scoperto Cerere? Cerere è stato scoperto il 1° gennaio 1801 dall'astronomo italiano Giuseppe Piazzi che lo battezzò Cerere, in onore della dea romana Cerere, protettrice del grano e della Sicilia. Cerere fu scoperto per puro caso dall'Osservatorio Nazionale del Regno delle Due Sicilie a Palermo mentre Piazzi stava cercando una stella che non corrispondeva a quella riportata nel catalogo zodiacale. Il 1° gennaio 1801, Piazzi scoprì un
oggetto brillante che si muoveva nello sfondo stellato. All'inizio l'astronomo ipotizzò che fosse una stella fissa, non riportata dal catalogo, ma nei giorni seguenti notò che il corpo celeste non si trovava più nella posizione iniziale e ipotizzò che si trattasse di una cometa. Le seguenti osservazioni lo convinsero che il nuovo astro era dotato di moto proprio. Il 24 gennaio del 1801, Piazzi annunciò la sua scoperta nelle lettere agli astronomi del collega Barnaba Oriani di Milano. Anche se Piazzi osservò Cerere ventiquattro volte, non poté seguirlo abbastanza per definire la sua orbita perché, l'11 febbraio, entrò in congiunzione e fu invisibile da Terra. Due anni dopo il fisico Carl Friedrich Gauss sviluppò un nuovo metodo che permetteva di determinare l'orbita di un corpo celeste in solo tre osservazioni. Così, in poche settimane, egli annunciò la traiettoria di Cerere in base ai dati in precedenza raccolti da Piazzi e comunicò i suoi risultati. Il 31 dicembre 1801, Zach e Heinrich Olbers, astronomi tedeschi, confermarono con certezza la scoperta di Cerere. Le ultime sfuocate osservazioni indicano che la superficie di Cerere sia in parte calda e che il nano pianeta possa avere un'atmosfera leggera e ghiacciata. Secondo le immagini riprese dal telescopio spaziale Hubble nel 1995, c'è una zona scura sulla superficie e molto probabilmente si tratta di un cratere, denominato cratere Piazzi, ma fotografie successive
non hanno mostrato alcun segno del cratere, ma sono state individuate invece due grandi regioni scure, probabilmente crateri d'impatto. Le ultime immagini, riprese da Hubble fra dicembre 2003 e gennaio 2004, mostrano una misteriosa macchia bianca, la cui natura è al momento ignota. Per quanto riguarda la struttura interna, gli ultimi studi suggeriscono che il nano pianeta abbia un nucleo roccioso ricoperto da un mantello ghiacciato dello spessore di 120-160 Km che potrebbe racchiudere un volume d'acqua pari a 200 milioni di chilometri cubici, molto più della quantità totale di acqua dolce presente sulla nostra Terra. Finora nessuna sonda spaziale ha visitato l'asteroide ma il Jet Propulsion Laboratory ha sviluppato, per conto della NASA, la missione Dawn, progettata per visitare Cerere e Vesta. La sonda è stata lanciata nel giugno 2007 e dovrebbe entrare in orbita dell'asteroide nel 2015. Vediamo ora un po' di curiosità su Cerere: In suo onore, l'elemento chimico con numero atomico 58 scoperto nel 1803 da Jöns Jacob Berzelius e Martin Heinrich Klaproth fu battezzato cerio. Anche William Hyde Wollaston che nel 1802 scoprì un altro elemento volle chiamare ceresio in onore del nuovo asteroide appena scoperto. Ma quando pubblicò la sua scoperta nel 1805 dovette cambiare il nome in Palladio perché Berzelius aveva già avuto l'idea prima di lui. Infine, essendo la gravità di Cerere
molto, ma molto meno intensa della Terra, un uomo dalla massa di 100 kg che si trovasse su Cerere peserebbe solo 3 kg. Nel prossimo numero descriveremo un altro pianeta nano: Haumea. Arrivederci al prossimo numero.

Gianluigi Viviani

(12 maggio 2011)