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DICIASSETTESIMO SUCCESSO

DICIASSETTESIMA EDIZIONE DEL PREMIO “IL BASSO ADIGE”
DICIASSETTESIMA EDIZIONE DEL PREMIO “IL BASSO ADIGE”

 

"L'Oscar della Bassa" l'ha definito Lucio Montagnoli introducendo la cerimonia di premiazione del Premio "Il Basso Adige", espressione che ha catturato un lungo applauso foriero di consenso e approvazione. La diciassettesima edizione del Premio ha ripercorso la propria storia affidandola alle immagini che hanno riproposto gli enti e le personalità premiati nelle precedenti edizioni. Il susseguirsi di volti noti ha ridestato ricordi e conoscenze, proponendo schegge di microstoria della fertile e prospera Bassa. Un modo efficace per dare continuità attraverso la memoria.

Il Premio, giunto alla diciassettesima edizione, è apparso indenne dall'alone di superstizione che dai tempi remoti accompagna il numero diciassette. Fin dall'antichità questo numero è stato fortemente collegato alla sfortuna. I più ritengono che la superstizione sia nata, ai tempi dell'antica Roma, a causa della consuetudine di incidere sulle pietre funerarie la parola "VIXI" (che vuol dire vissi, sono vissuto), il cui   anagramma "XVII" equivale a diciassette nel sistema di numerazione romano. 

Nessun alito di sventura ha lambito il prestigioso Premio. Un successo la cerimonia di consegna, avvenuta domenica 30 ottobre alle ore 11 nella suggestiva Sala dei Troni del Castello di Bevilacqua (nella foto) alla presenza di un folto pubblico attento, interessato e generoso di applausi. Il proprietario del maniero medioevale, Roberto Iseppi, si è detto lusingato di aprire le sue stanze perché diventino la casa di chi lavora e dà eccellenza al territorio.

La cultura e l'innovazione sono i criteri prioritari espressi quest'anno dalla commissione esaminatrice che ha portato sul podio il Consorzio Pro Loco del Basso Veronese, La Fondazione Fioroni di Legnago e l'azienda Top Agri di Roverchiara. Tre realtà caratterizzate da quotidiano impegno declinato con modestia e perseveranza per promuovere le risorse del territorio nell'ambito del sociale, della cultura e dell'impresa, elementi fondanti della comunità.

Il Consorzio ha meritato il trofeo per la dedizione costante alla promozione della cultura, delle tradizioni, delle bellezze e delle risorse del territorio. La Fondazione Fioroni è stata elogiata per il ruolo di faro nell'indicare la direzione da prendere ad una società disorientata che ha bisogno di riscoprire la propria storia collegando il passato al futuro. L'azienda Top agri è stata premiata per l'alto grado di specializzazione nella lavorazione di materie prime biologiche che garantisce al consumatore un'elevata qualità del prodotto: un premio all'impresa e ai suoi valori.

Come in ogni edizione, ai segnalati è stata donata una scultura realizzata dall'artista veronese Felice Naalin che rappresenta un mulino galleggiante sull'Adige, simbolo di laboriosità e ingegno.

Il Premio "Il Basso Adige" mantiene sempre le promesse fissate nell'articolo 5 dello Statuto dell'omonima associazione che lo promuove e lo organizza. Per la diciassettesima volta si è fatto paladino della tradizione sostenendo ed esaltando la fertilità economica, sociale e culturale del territorio. Un riconoscimento particolare meritano gli organizzatori del grande evento: fantasiosi, instancabili, attenti. Ogni anno intrecciano i fili della riuscitissima cerimonia svolgendo un ruolo fondamentale nella crescita e valorizzazione dell'importante Premio cui tutte le autorità presenti hanno riconosciuto il merito di portare in primo piano la genialità, la generosità e l'abilità che germogliano e fioriscono nella zona.

Le note di tre musicisti legnaghesi, Danira Raimondi, Davide Bazzani e Daniele Ganzaroli, hanno contribuito a incrementare la suggestione dell'evento proponendo melodie orecchiabili, facilmente fruibili anche da chi non ha grande familiarità con il pentagramma. Anche loro hanno testimoniato la ricchezza di risorse umane e professionali della Bassa Pianura Veronese.

Renata Nalin

 

 

(06 novembre 2011)