Home » Legnago e dintorni » Territorio
stampa
 
 

Dall'11 al 13 marzo 2016

Servizio di Francesco Occhi

STORICA DELLA BATTAGLIA DI CASTAGNARO - TERZA EDIZIONE
STORICA DELLA BATTAGLIA DI CASTAGNARO - TERZA EDIZIONE

(nella foto nella Sala Rossa del Palazzo Provincia, il tavolo dei relatori: erano presenti Antonio Pastorello, presidente Provincia;  Luca Zamperini, consigliere provinciale con delega alla Cultura e Manifestazioni; Andrea Trivellato, sindaco di Castagnaro; Francesco Occhi, delegato zonale Pro Loco.)

 

Si arricchisce ulteriormente la rievocazione della battaglia che l'11 marzo 1387 a Castagnaro vide scontrarsi i veronesi (scaligeri) ed i padovani (carraresi). Un appuntamento che vuole rievocare e ricordare un evento storico che decretò la fine della signoria scaligera e, di lì a poco, l'arrivo dei veneziani sulle nostre terre dove rimasero fino alla fine del 1700.

 

A "convergere" sul luogo dello storico conflitto, che verrà ripresentato domenica 13 marzo (la battaglia si svolse il giorno 11), saranno oltre 20 Compagnie di rievocatori che accorreranno da ogni parte d'Italia per quella che viene ad essere la prima uscita dell'anno a ricordare questo grande scontro che coinvolse all'epoca quasi 40.000 soldati. A coordinare il complesso apparato il vice sindaco Cristian Formigaro che di anno in anno cerca sempre, assieme ad enti ed associazioni, di aggiungere qualcosa di nuovo ed innovativo nell'organizzazione. "E' un lavoro che ti appassiona e coinvolge -spiega il vicesindaco- e nei tre giorni della rievocazione storica sembra di tornare indietro nel tempo di quasi 630 anni grazie sia agli oltre 200 rievocatori che già dalla prima edizione ci fanno visita, sia all'atmosfera magica che si respira. Il mio grazie va comunque al gruppo di lavoro composto dalle Associazioni di rievocazione storica "Dei Squarzacoje", la "Compagnia del Doppio Soldo", "Lancia Spezzata" e soprattutto con il patrocinio della Provincia di Verona, la Pro Loco di Castagnaro, l'Istituto Comprensivo "Carlo Ederle" di Castagnaro e Villa Bartolomea, l'Istituto comprensivo di Terrazzo, il comune di Villa Bartolomea, quello di Terrazzo, il Nucleo Volontariato Associazione Nazionale Carabinieri di Castagnaro. Un ruolo importante ha l'aspetto didattico con il coinvolgimento delle scuole, è giusto che i giovani conoscano la storia e gli avvenimenti che ne hanno cambiato il corso.

 

La battaglia del 1387 fu senza dubbio innovativa e di essa i cronisti dell'epoca ne parlarono molto. Ecco quindi l'importanza di raccontarla con un incontro per gli studenti, le attività didattiche che i ragazzi stanno allestendo, la presenza dei rievocatori nelle scuole ed il convegno, aperto a tutti, che analizzerà vari aspetti di quel periodo storico. Aspettiamo tanta gente, anche perché è una manifestazione unica nel suo genere ed il campo di battaglia sarà in un luogo ideale, nei pressi del fiume Adige, a diretto contatto con la natura proprio nei luoghi dove si svolse 629 anni fa lo scontro.


 

PROGRAMMA

Ma ecco il programma in dettaglio: venerdì 11 marzo alle ore 10 presso la Sala Convegni di via Stazione - Inaugurazione a piano terra della mostra fotografica della battaglia e dei lavori dei ragazzi dell'Istituto Comprensivo Statale "C.Ederle". Rievocazione didattica della battaglia del professor Riccardo Celeghin con gli alunni della Scuola Secondaria di Primo Grado di Castagnaro. Arrivo in tarda notte dei figuranti Inglesi. Sabato 12 marzo alle 10 com'è tradizione alcuni uomini in armi e le damigelle faranno visita alle Scuole elementari e medie di Castagnaro, Menà, Villa Bartolomea e Terrazzo per una esibizione. Sempre sabato ma il pomeriggio, dalle 15.30 in poi in piazza Dante Alighieri si svolgerà il Mercatino Medievale mentre i ragazzi saranno coinvolti in un Gioco medievale accompagnati dall'esibizione de "Lo Giullare Monaldo di Montecchio Maggiore" e nel tiro con l'arco storico.

Alle 18, in Sala Convegni di via Stazione, si terrà un Convegno dal titolo "Scaligeri e Carraresi, due Signorie venete a confronto tra arte, amori e guerre". Dopo il saluto del Sindaco di Castagnaro, Adrea Trivellato e dei rappresentanti di Villa Bartolomea, Terrazzo e delle autorità, si alterneranno i relato quali il professor Riccardo Celeghin, Dirigente Scolastico che parlerà de "La Battaglia di Castagnaro in un percorso formativo-didattico", a seguire la professoressa Maria Teresa Sivieri. scrittrice e studiosa che parlerà del proprio libro "Antonio della Scala-Francesco il Vecchio da Carrara. Verona e Padova. Due uomini, due città nella seconda metà del secolo XIV" . e de "La Battaglia di Castagnaro, il racconto di un conflitto innovativo". Infine il Rettore Luigi Manfrin dell'Università Tempo Libero che parlerà "Dal Museo di Cavalcaselle alla Tomba di Giulietta, un viaggio tra storia e mito nella Verona delle signorie". Alle 19.30 nella Sala Polifunzionale - Centro Servizi, una cena a tema aperta a tutti e presentazione dei Capitani delle varie Compagnie presenti alla battaglia. A seguire musica per tutti. Domenica 13 marzo, giorno della battaglia, alle ore 9 ritrovo degli oltre 200 rievocatori presso gli impianti sportivi del Comune di Castagnaro. Alle 9.30 riunione capi gruppo, suddivisione delle compagnie nei due schieramenti e spostamento di tutti i rievocatori verso la piazza del paese; alle 10 in piazza Dante Alighieri riapertura del Mercatino Medievale, alle 11 arrivo in piazza del corteo aperto dalla "Schola Tamburi" di Conegliano Veneto. Saluto, delle autorità con il Consiglio comunale dei Ragazzi e scelta dei gruppi da premiare. A seguire dislocazione degli squadroni verso il luogo di partenza a Carpi e Villa d'Adige. Alle 11.45 il via del giudice che accompagnerà l'inizio della Battaglia di Castagnaro, alle 14.30 sul PONTE DELLA ROSTA - Spettacolo sul campo di battaglia della "Schola Tamburi" di Conegliano Veneto e de "Lo Giullare Monaldo" in attesa dell'inizio della battaglia. Alle 15.30 Presentazione della battaglia a cura dell'araldo del Palio dei 10 Comuni del Montagnanese Filippo Visentin mentre gli squadroni convergono da Carpi e Villa d'Adige verso il Ponte della Rosta sul campo di Battaglia. A seguire lo SCONTRO FINALE all'interno di una delle golene del fiume Adige. Alle 16.30 Saluto delle autorità a tutte le compagnie presenti e premiazioni del Consiglio Comunale dei Ragazzi. Alle 17 ritorno degli uomini in armi nei propri accampamenti e Paesi.

"Aspettiamo tanta gente -conclude Formigaro assieme a Giorgio Gaino dell'associazione "Lancia Spezzata" coordinatore dei rievocatori- anche perché avremo quasi sicuramente le numerose compagnie dello scorso anno, ben 23 oltre ad un gruppo di rievocatori provenienti dall'Inghilterra che impersoneranno Giovanni l'Acuto ed i suoi soldati". Nel 2015 erano presenti ben 23 compagnie: Compagnia del Doppio Soldo - Verona; Compagnia degli Squarzacoje - Saletto; Lame scaligere - Verona; Compagnia della Rosa - Mantova; Draco Audax - Padova; Compagnia della Torlonga - Padova; Compagnia delle Tredici Porte - Bologna; Difensori della Rocca - Imola; Compagnia della Mandragora - Parma; Accademia Ferri - Trieste; Rosa dei Venti - Forlì; Principesca Contea di Gorizia - Gorizia; Balestrieri del Mandraccio - Genova; Civitas Alidosiana - Imola; Gualdana del Malconsiglio - Trento; Compagnia di Ulrich Von Starkenberg - Bolzano; Compagnia de Tergeste - Trieste; Res Gestae - Alessandria; Arcieri e Balestrieri di Mastino - Verona; Gesellschaft des Elefanten - Sud Tirolo; Grifoni Rampanti - Lucca; Gli Sparvieri Maledetti - Ravenna; Compagnia di Porta Giovia - Milano. Ora spazio a questa tre giorni per un tuffo nella storia.

 

 

Come si svolse il combattimento?

Siamo nel 1386 e, dopo varie scaramucce tra veronesi e padovani, questi ultimi dopo aver gettato un ponte tra Castelbaldo e Castagnaro, entrarono in territorio veronese seminando morte e distruzione. Giunsero fin quasi sotto Verona ma furono allontanati e scacciati verso Bussolengo. Qui rimasero assediati per circa 45 giorni finchè riuscirono a ripiegare su Cerea mentre Ostasio da Polenta cui Antonio della Scala aveva affidato il comando dell'esercito scaligero e Giovanni degli Ordelaffi, appostati nei pressi dell'Adige, si preparavano per una battaglia che ponesse fine alla presenza padovana nel territorio. Il condottiero padovano con i suoi uomini, giunse a Castagnaro, quasi di fronte al castello di Castelbaldo, dove aveva ammassato numerosi vettovagliamenti, e qui si accampò cercando di temporeggiare e di guadagnare tempo. Le milizie carraresi erano appostate tra l'argine dell'Adige a Nord, la bocca della fossa del Castagnaro (allora chiamata solo fossa e non canale Castagnaro perché ingrandito solo nel 1438) ad Est Sud Est, a Ovest il canale Dugale, da dove si attendeva l'attacco scaligero, e la palude a Sud. Il panorama che si presentava era quello di una pianura fangosa e acquitrinosa ai confini del territorio di Verona, Padova e Rovigo; un terreno caratterizzato da palude, campi, argini, fiumi e, al centro, un grande campo trincerato, la cosiddetta "bastia", nella quale l'esercito padovano si era barricato in attesa del nemico.

Secondo alcune ricostruzioni storiche avvalorate da un narratore dell'epoca al seguito dei padovani, si pensa invece che il campo di battaglia fosse spostato più ad Ovest nei pressi del paese di Villa d'Adige proprio di fronte a Castelbaldo, allora territorio di Castagnaro ma oggi in provincia di Rovigo o forse verso Giacciano con Baruchella dove ancora oggi esiste una fossa che divide in due la zona. Antonio della Scala, raccolti a consiglio i suoi comandanti, decise che era giunto il momento di preparare lo scontro. Sotto il profilo tecnologico-strategico, la battaglia di Castagnaro mise in luce grosse innovazioni. Apparvero per la prima volta alcune armi segrete come tre carrette armate di bombardelle a tiro simultaneo, a tre piani sovrapposti, con 48 bocche da fuoco in ogni piano, per un totale di 144 bombarde complessive in ciascun carro. I carri erano trainati da buoi e venivano disposti in un certo punto del campo di battaglia, protetti da un gruppo di fanti scelti. Lungo l'Adige incrociavano anche barche munite di bombarde che dovevano bloccare un'eventuale ritirata dei padovani attraverso il fiume. In campo erano presenti, inoltre, 12 cavalli con serventi muniti di lanciafiamme, tubi in ferro che, prima dello scontro, venivano riempiti di materiale combustibile per gettare fuoco e cospargere di fiamme tutta la zona circostante e dei carri di guastatori. Alle prime ore dell'11 marzo del 1387 Giovanni degli Ordelaffi, capitano generale dell'esercito scaligero, iniziò ad avanzare nella campagna di Castagnaro al comando di 12 agguerritissimi squadroni. Il numero complessivo dei combattenti non è facilmente quantificabile anche se tutti concordano che a fronteggiarsi furono due grandi eserciti. Lo storico Maurizio Conconi indicò in 38.500 gli armati suddivisi in: 9.400 cavalli, 16.000 fanti, 1.000 pavesai e 1.600 balestrieri, nelle file scaligere (28.000 soldati in tutto); 9.500 effettivi tra gente a cavallo e con l'arco e tre schiere di 1.000 fanti, nelle file padovane (10.500 uomini in tutto), numero condiviso anche dallo storico Giuseppe de Stefani.

I veronesi disponevano di 12 squadroni mentre i carraresi schieravano 8 squadre di cavalleria. La battaglia vide un lungo scontro frontale delle cavallerie divise in schiere di consistenza pressoché pari, secondo l'usanza dell'epoca, e comandate dai capitani più illustri dei due schieramenti. La bandiera principale era tenuta al riparo per evitare che cadesse in mano agli avversari. I veronesi contavano sul fior fiore dell'aristocrazia, che in forze aveva voluto partecipare allo scontro. I soldati agli ordini dell'Ordelaffi, smontati dai cavalli, si precipitarono verso la fossa per conquistarla e si trovarono di fronte tre schiere carraresi. Un assalto violento, ma anche una tenace resistenza. L'esercito padovano, infatti, aveva disposto al primo posto 500 cavalieri e, soprattutto, 600 arcieri inglesi alle dirette dipendenze di Giovanni Acuto. La lotta infuriava sempre più presso la schiera capitanata da Francesco Novello e tutto sembrava volgere a favore dei veronesi. Ma dei soldati padovani, che erano riusciti a frenare l'impeto degli scaligeri, corsero in aiuto del figlio del Signore di Padova. Gli scaligeri si diressero verso la fossa per oltrepassarla e incunearsi nelle file nemiche ma Giovanni Acuto decise a questo punto, di effettuare una mossa a sorpresa aggirando i soldati nemici, presentandosi alle spalle degli scaligeri e di fianco alla schiera della General Bandiera. Il comandante scaligero si vide perso. Con il grosso degli uomini era riuscito ad oltrepassare la fossa ma stendardi e bandiere erano rimasti dall'altra parte. Le insegne dei della Scala vennero atterrate ed il capitano scaligero trovò la strada sbarrata dai nemici. Cercò una strenue difesa con 200 uomini, ma venne catturato. Un gruppo di 4.000 soldati veronesi si asserragliò su di un rilievo in mezzo alla pianura fangosa tentando una strenue difesa ma molti morirono altri vennero fatti prigionieri, altri ancora annegarono nelle vorticose acque dell'Adige tentando si mettersi in salvo. Tutto era finito, e sul campo di battaglia calò un silenzio di morte. Nel conflitto scomparve la più bella gioventù di Verona, in parte uccisa e in parte fatta prigioniera dai padovani. Sul terreno rimasero 2.500 morti, secondo alcuni storici, secondo altri tra i 700 e i 750.

 Francesco Occhi

(05 marzo 2016)