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di Caterina Berardi
Le mostre del museo di Santa Giulia a Brescia fino al 27 giugno
Le mostre del museo di Santa Giulia a Brescia fino al 27 giugno

 

INCA. Origine e misteri delle civiltà dell'oro.

PLUS ULTRA. Oltre il Barocco. Segni d'identità nell'arte latinoamericana.

 



Nella ricorrenza del bicentenario dell'Indipendenza dell'America Latina dal dominio coloniale, la realtà museale di Santa Giulia ospita un duplice percorso espositivo nel nome dell'archeologia, dell'arte e della cultura. La prima rassegna, INCA. Origine e misteri delle Civiltà dell'Oro, presenta 270 opere in concessione dai maggiori musei peruviani, quali il Museo Oro del Perú, il Museo Nacional Sicán, il Museo Nacional de Arqueología, Antropología e Historia del Perú, e altri ancora in grado di ripercorrere l'intera storia delle Civiltà dell'Oro. In ciò identificando una sinergia collaborativa sia del governo peruviano, che ha consentito il prestito di tesori finora mai esposti al di fuori dei confini nazionali, sia delle istituzioni politiche peruviane presenti in Italia.
Il progetto di questo primo evento è curato da Paloma Carcedo Muro de Mufarech, della Pontificia Universidad Católica del Perú di Lima, coadiuvata da un comitato scientifico composto, tra studiosi e ricercatori aderenti ad istituzioni di prestigio internazionale, dai co-curatori Antonio Aimi, professore di Letterature Ispanoamericane all'Università degli Studi di Milano, e da Giuseppe Orefici, direttore Centro Studi e Ricerche Archeologiche Precolombiane di Brescia. Il percorso espositivo, articolato in sei sezioni - La Linea del Tempo, Le Tecniche di trasformazione del metallo, La Cosmovisione, I Costumi, I Rituali, Il Mondo Ultraterreno -, si articola lungo l'intera storia delle Civiltà dell'Oro, attraverso lo studio delle culture precolombiane meno note, sviluppatesi nel Perù dell'entroterra e costiero, a partire dall'VIII secolo a.C. Un viaggio attraverso gli aspetti inconsueti e meno conosciuti di questi popoli, con la ricostruzione dell'ambiente e del contesto socio-culturale originario. In mostra, le sagome dei sacerdoti con le vesti tipiche e la rivisitazione dei rituali religiosi tramite l'uso di maschere funebri e, prestito eccezionale, di una mummia. La maestosità e l'eccellenza di forgio dell'antica oreficeria precolombiana delle Ande centrali, offrono al visitatore un'occasione unica per scoprire la spiritualità di un popolo, le sue credenze e i suoi riti, le tradizioni della vita terrena e ultraterrena, il suo modo di rappresentare il potere politico e religioso e soprattutto la sua unione con gli spiriti dell'aldilà dopo la morte.
A ideale completamento, la manifestazione parallela, PLUS ULTRA. Oltre il Barocco. Segni d'identità nell'arte latino- americana, finalizza lo scopo di riportare l'attenzione sull'America Latina e sulla sanguinosa lotta decennale (1810-1822) da essa sostenuta per l'affermazione della propria identità politica ed etnica. Curata da Giorgio Antei, coadiuvato da un comitato scientifico composto da Alfonso de Maria y Campos, direttore generale dell'Instituto Nacional de Antropología e Historia del Messico, Silvia Athayde, direttrice del Museo de Arte da Bahia, László Baán, direttore generale del Museo delle Belle Arti di Budapest, Cecilia Genel, direttrice del Museo Nacional del Virreinato di Città del Messico, Fidel González Fernández, professore presso la Pontificia Università Urbaniana, Brenda Porra, coordinatrice nazionale musei, Città del Guatemala, Martha Reta, direttrice del Museo della Basilica di Guadalupe di Città del Messico, Rodrigo Rivero Lake, antiquario di Città del Messico, Constanza Toquica, direttrice del Museo de Arte Colonial e del Museo de Santa Clara di Bogotá, PLUS ULTRA ripercorrerà i passi che, nell'ambito dell'arte e della creatività, hanno portato all'attuale fisionomia culturale dei paesi che si estendono a sud del Rio Grande. In rassegna, 150 capolavori del Barocco coloniale latino-americano, il movimento che tuttora definisce l'influsso dei modelli artistici europei. Le opere esposte provengono dai maggiori musei del Centro e Sud America e d'Europa - la Galleria Borghese di Roma, la Galleria degli Uffizi e il Museo degli Argenti di Firenze, il Museo de América di Madrid, il Museo delle Belle Arti di Budapest. Nel corso di quattro secoli l'influsso dei modelli europei sull'arte latino-americana si è andato attenuando. Tuttavia esso è ancora ben visibile nel barocco coloniale, il fenomeno artistico e spirituale più rappresentativo del non facile rapporto fra Nuovo e Vecchio Mondo. Infatti, in seno al barocco americano, accanto a inconfondibili impulsi espressivi indigeni e creoli, è chiaramente riconoscibile l'impronta spagnola. La mostra dedica ampio spazio all'arte intesa come "fabbrica d'identità", in quanto proprio questa funzione "formativa" rappresenta la cifra più caratteristica dell'arte latino-americana. Il percorso espositivo è articolato in quattro sezioni - L'invenzione dell'America. Percorsi allegorici fra il Vecchio e il Nuovo Mondo; Le vergini contese. L'arte barocca come espressione di spiritualità e progetti nazionali; Rinascita indigena. L'eredità precolombiana, gli indios e la realtà creola; Immagini in corso. Visioni contemporanee.

 

INFO:

Biglietti (per ambo i percorsi), da € 12,00 (noleggio audioguida incluso) a € 9,00 (universitari fino a 26 anni con tessera o libretto, over 60, soci TCI, soci CTS, soci FAI, altre categorie convenzionate) .Gruppi, € 8,00 (da 15 a 25 persone). Ridotto: € 6,00 (fino a 18 anni non compiuti, cittadini peruviani, possessori di Card convenzionate; (fino a 25 alunni, due ingressi omaggio per gli accompagnatori). Gratuito: fino a 5 anni; disabili con accompagnatore.

 

Catalogo: Marsilio (INCA); Silvana (PLUS ULTRA)

 

Iniziative promosse dal Comune di Brescia, da Artematica, dalla Regione Lombardia, dalla Fondazione Brescia Musei, col patrocinio della Presidenza della Repubblica, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero dell'Istruzione e della Ricerca Scientifica, dell'Ambasciata del Perú, della Fondazione Civiltà Bresciana, della Fondazione CAB

 

(12 febbraio 2010)