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Dal 2005 è attiva l'associazione The White Rabbit
LA STANZA CHE METTE IN MOSTRA LA CULTURA
 

Un quadro da elemento decorativo può diventare una porta verso il mondo dell'arte?

Proprio con l'intento di portare l'arte ai giovani, da due anni vengono allestite delle mostre dall'associazione The White Rabbit, che ha sede in via XX settembre 39 a Legnago.

Nata nel 2005, come realtà apolitica nel panorama delle associazioni legnaghesi, The White Rabbit conta tra i suoi tesserati tutti giovani del territorio e si pone come obiettivo quello di promuovere la cultura in ogni sua forma: dalla fotografia alla musica, dalle arti figurative al cinema. Tante sono le attività che organizza l'associazione, alcune delle quali inizieranno con il nuovo anno, tra cui i concerti, una domenica sì e una no, l'aula studio, la presentazione di libri e il progetto "150 ore" che permetterà di tener aperta la sede dal lunedì al venerdì oltre che le domeniche dei concerti.

La red room, così si chiama il luogo in cui ha sede l'associazione, diventa un'opportunità per scambiarsi esperienze tra giovani, un punto di riferimento per chi vuole proporre le proprie idee creative ai ragazzi del territorio.

In questo clima di promozione culturale si colloca"Open Walls", il ciclo di mostre inaugurato nel 2009 e gestito da Laura Chiarotto e Maria Zamboni, che dà spazio ai giovani legnaghesi, e non solo, per esporre le proprie opere.

"Lo spirito con cui è nata questa iniziativa" dice Laura Chiarotto "non è quello di creare uno spazio espositivo, ma di arricchire le pareti dei luoghi vissuti per le attività dell'associazione con quadri, immagini e fotografie".

È la mostra quindi che arriva alla gente. I ragazzi ci si trovano in mezzo e gettano un occhio sui quadri per poi, come nell'intento degli organizzatori, poter sviluppare un interesse verso il mondo dell'arte.

Nel mese di gennaio a riempire le pareti dell'associazione saranno le opere che appartengono alla mostra dal titolo Gene (ir)razionale. A esporre Cinzia Calma, nata a Legnago e ora iscritta a Padova alla facoltà di Biologia, e Michele Carlà, padovano di origine e diplomato all'Accademia di Belle Arti di Venezia nella sezione pittura.

La mostra, che sarà visitabile dal lunedì al venerdì e le domeniche durante i concerti, aprirà agli occhi il mondo sperimentale delle opere della Calma che, giocando con i colori, affronta soggetti e ambienti con le più svariate tecniche di ricerca e allo stesso tempo permetterà di osservare come il movimento sia al centro delle opere di Carlà, che rileva la gestualità usando bianco e nero, senza toccare le sfumature che esistono fra questi due colori.

Nei mesi successivi verranno ospitate le fotografie di Marco Tavino che racconterà la Cina attraverso un suo reportage.

   Emanuele Sarria 

(14 dicembre 2010)