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di Mariapia De Carli
La TV amica e nemica dei bambini
La TV amica e nemica dei bambini

La televisione, al giorno d'oggi, è diventata il passatempo dei bambini.

Perfino la fascia dai 0 ai tre anni è un target molto ghiotto per le grandi emittenti televisive e per i network satellitari o su digitale terrestre.

Basta fare un po' di zapping con il telecomando e ci si accorge che i canali destinati ai più piccoli sono moltissimi ed in continua crescita.

Ciò che preoccupa non è solo il contenuto dei programmi tivù ma anche la dipendenza verso l'elettrodomestico che i bambini, così ricettivi, possono sviluppare.

Sono stati fatti numerosi studi che mettono in evidenza i danni provocati nei soggetti in età prescolare dovuti all'esposizione alla televisione. Ci sono gravi conseguenze inerenti la crescita fisica e psicologica soprattutto in bimbi al di sotto dei tre anni. Le radiazioni possono essere causa di problemi seri come miopia, deficit di attenzione ed anche influire negativamente sullo sviluppo psico emozionale.

Secondo alcuni studiosi il bambino deve essere stimolato ad utilizzare tutti i cinque sensi mentre stare seduto di fronte ad un elettrodomestico con immagini che attraggono la sua percezione visiva ne impedisce un armonico sviluppo.

In Francia hanno imposto ai distributori di programmi per bambini di trasmettere sullo schermo il messaggio "Guardare la televisione può frenare lo sviluppo dei bambini minori di tre anni, causare ritardi psicomotori, incoraggiare la passività, causare sovreccitazione e turbe del sonno". Questo avviso è accompagnato da una raccomandazione: "Il consumo TV mette a rischio lo sviluppo dei processi di pensiero e di immaginazione".

Secondo un prestigioso studio australiano i bambini che guardano la televisione tutti i giorni si dimostrano più aggressivi, meno capaci di concentrarsi e con un vocabolario più povero rispetto a quelli che hanno un rapporto più distaccato con il telecomando.

Inoltre "affidare" un bambino alla schermo danneggia la sua capacità di relazionarsi con gli altri. Ci sono bambini che preferiscono passare il tempo davanti alla tivù piuttosto che con gli amici.

Molto spesso accade che "i danni da televisione" si sviluppino più tardi in età adolescenziale.

Oltre a ciò bisogna aggiungere che i bambini, lasciati soli davanti allo schermo, non guardano sempre e solo programmi adatti e studiati per la loro età. Accade così che s'imbattano in programmi violenti e diseducativi che trasmettono messaggi negativi.

Quindi piuttosto che "piazzare" i figli davanti al televisore sarebbe più salutare giocare con loro o portarli a fare una passeggiata!

(18 febbraio 2010)