Home » Attualità
stampa
 
 
Di Federico Rettondini
Big Brother Awards 2009: Eccovi i vincitori.

Nello scorso numero avevamo parlato delle nomination a Big Brother Awards 2009, un mese è passato e dalle nomination sono spuntati i vincitori assoluti di questo premio poco ambito: ancor meno del più famoso Tapiro d'Oro. Il Big Brother Awards è un premio diffuso in 8 nazioni, tra cui l'Italia e si propone lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica dall'invadenza delle moderne tecnologie in qualsiasi forma essa si espliciti. Lo scorso 23 Maggio durante il convegno Eprivacy, la giuria del premio ha reso noti i nomi dei vincitori nelle rispettive categorie.

I premi vengono assegnati tramite nomination pubbliche raccolte tramite web, successivamente selezionate e votate da una giuria. Per un mese chiunque, anche in forma anonima, ha potuto nominare persone od enti per uno dei Premi. Le nomination sono state poi valutate da una giuria che ha votato quelle ritenute piu' motivate e significative; ognuno dei 6 membri della giuria ha assegnato, per ogni premio 5 punti alla nomination piu' significativa, 3 alla seconda ed 1 alla terza. A quella che ottiene il punteggio maggiore (il massimo possibile e' 30) viene assegnato il premio. In caso di ex­aequo la giuria procede ad un ballottaggio, ed in caso di ulteriore parita' vale il voto del presidente. Ma vediamo la lista dei vincitori nelle rispettive categorie e le motivazioni della giuria:

Premio al Peggior Ente Pubblico: Ministero dell'Interno.
a) Per aver attuato iniziative per la schedatura dei bambini rom tramite rilevazione coatta delle impronte digitali.
b)Attraverso l'approvazione del cosiddetto "Pacchetto Sicurezza" otterra' probabilmente la possibilita' di censurare siti senza un precedente intevento della Magistratura, utilizzando la struttura tecnologica finanziata e realizzata per una pretesa azione di contrasto alla pedopornografia, e rispolverando e potenziando il mai dismesso reato di "apologia del...", vero utensile tuttofare della censura.
 Premio alla Peggiore azienda privata: Facebook.
Perchè malgrado l'immagine trendy ed informale di quest'azienda, il suo  comportamento operativo nei confronti degli utenti viene considerato da molti deludente. Al recentissimo e ben noto caso di una policy di utilizzo che consente tutto a facebook e praticamente nulla ai suoi utenti (come e' purtroppo "naturale" trattandosi di un servizio gratuito che deve ricavare le proprie entrate da altre attivita'), corrisponde una non soddisfacente attenzione ai problemi di chi ha il suo account violato da estranei o bloccato da facebook stessa per richieste di terzi. Aldila' della sua comunita' sociale, facebook risulta, almeno nell'esperienza di chi l'ha votata in questo Premio, un'azienda sostanzialmente "opaca", difficile da contattare, e che pur vivendo dei suoi utenti, non rende pubblici piani di business e condivide ben poco delle sue operazioni interne e delle sue strategie presenti e future.   Premio alla tecnologia più invasiva: Facebook
E ritroviamo Facebook con questo premio che gli viene assegnato perchè gestisce i molti dati personali degli utenti ben protetta da una policy che, per quanto molto discussa e parzialmente ritrattata in Rete, permette qualsiasi tipo di utilizzo di tutte le informazioni, testuali, immagini relazioni e navigazione che vi vengano riversati. Il successo dell'azienda e' anche una misura della sua "pericolosita'" in termini di profilazione e controllo dei suoi utenti. Il fatto di memorizzare ed elaborare non semplici ricerche o messaggi di posta, come Google, ma direttamente reti di relazioni, cioe' la parte piu' intima dei dati personali,la rende potenzialmente ben piu' pericolosa.   Premio Lamento del Popolo: Facebook
E fanno tre, per il social network più amato dagli italiani e che forse proprio per questo lo hanno votato alla grande. Questo premio è diretto e non ha la mediazione della giuria.

Premio Minaccia da una vita: On. Gabriella Carlucci
L'On. Carlucci sembra vivere in un mondo in cui la internet è frequentata in prevalenza da "pedoterrosatanisti" e da persone sprovvedute bisognose di tutela. Il suggello che le ha meritato questo premio e' stato il recente DDL 2195/2009, che in una versione preliminare diffusa in Rete possedeva il suggestivo titolo "Internet territorio della libertą dei diritti e dei doveri", ed ha ora quello certo meno appetibile di "Disposizioni per assicurare la tutela della legalità nella rete internet e delega al Governo per l'istituzione di un apposito comitato presso l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni". Il DDL era stato inizialmente promosso come un rimedio per arginare l'illegalità "imperante" su internet ed arginare la pedofilia. Il documento, che non conteneva nessuna traccia del suddetto argomento, attentamente analizzato, ha rivelato d'essere stato redatto da Davide Rossi presidente di Univideo. La successiva serie di commenti, precisazioni ed esternazioni dell'On. Carlucci ha rafforzato in molti la convinzione che la "liberta' ed i diritti" riportati nel titolo siano unicamente quelli dei detentori dei cosiddetti "Diritti di proprieta' intellettuale" ed i "doveri" siano solo quelli dei cittadini italiani e della Rete, da trasformare in omogenei e disciplinati "consumatori di bit". Del termine "pedo*" nel testo definitivo continua a non esserci traccia, mentre la maggior parte di esso si dilunga nel definire e creare una nuova "...alta autorità, presso l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, con compiti funzionali e ispettivi di particolare rilevanza, senza pregiudizio per le attribuzioni delle magistrature penale, civile e amministrativa, e per le funzioni degli esistenti organi e autoritą di regolazione e di controllo. " L'altissima autorita' avrebbe per mandato di regolamentare "... tutte le attivita' di accesso alla rete internet effettuate da apparati informatici e infrastrutture fisicamente presenti nel territorio nazionale e per il tramite di essi." Insomma un Piccolo Fratello italiano che irreggimenti ed identifichi tutti, distruggendo in Italia la Rete come oggi la conosciamo, in modo che siano salvi ed intatti i diritti di proprieta' intellettuale. Nel panorama mondiale, già esistono realtà che agiscono con i modi e gli scopi delle proposte dell' On. Carlucci; dispositivi di questo genere li possiamo infatti trovare nelle legislazioni di Repubbliche illuminate come quella Popolare Cinese o quella Islamica dell'Iran.

Premio Bocca a stivale
(ovvero la frase piu`terrificante pronunciata sul tema della privacy e dei diritti civili in Rete: Gabriella Carlucci
Battuta solo da Facebook, l'On. Carlucci raccoglie il secondo premio per aver dichiarato, a seguito di un noto fatto di cronaca: "E' arrivato il momento di combattere ed eliminare l'anonimato su Internet. Ancora una volta anonimi delinquenti usano Internet per diffamare, dileggiare, schedare, offendere, denunciare. Questa volta ad essere colpite sono state addirittura le forze dell'ordine, schedate e offese da un blogger anonimo. L'ennesimo inaccettabile caso di uso improprio della rete che dimostra quanto urgente e necessaria sia una normativa che impedisca ai farabutti di usare la rete per finalità eversive, coprendosi dietro il paravento dell'anonimato." Con buona pace degli onesti cittadini italici, che da alcuni secoli (dai tempi di Pasquino) utilizzano il diritto all'anonimato, esercitabile anche imbucando una lettera senza mittente alle Poste, quando ritengano di averne bisogno, senza aver indotto crisi nelle Forze dell'Ordine o collassi istituzionali nei Governi, e senza che questo abbia impedito di perseguire e punire i farabutti.

(13 giugno 2009)