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Di Mariapia De Carli
Influenza A H1N1: č davvero allarme?

Il tormentone dell'estate 2009 non è stato il solito motivetto musicale orecchiabile bensì l'influenza A e le sue conseguenze.

Fin dalla sua comparsa essa ha catturato l'attenzione dei media e dell'opinione pubblica diventando l'argomento principale di telegiornali e testate giornalistiche.Così anche le nostre meritate ferie sono state guastate da allarmismi e preoccupazioni non sempre fondati.

In tutti gli aeroporti c'erano indicazioni inerenti i sintomi del virus (febbre, malessere generale, tosse, mal di gola) e le precauzioni da prendere per evitare il contagio.

Si è parlato di pandemia ed alcune mete turistiche, come Messico, Stati Uniti e successivamente anche la Gran Bretagna, sono state sconsigliate.

Ma poi quanto è fondato tutto questo allarmismo? Oppure, anche in questo caso, si è scaduti nel sensazionalismo e nella spettacolarizzazione di un normale fenomeno di massa?

Certo eventi come questo non vanno sottovalutati ma nemmeno ingigantiti a dismisura.

Tant'è che gli stessi organi d'informazione, dopo aver creato la psicosi per il virus H1N1, hanno ammesso che lo stesso non è più pericoloso di una normale influenza ed è curabile con i farmaci attualmente in commercio.

Sembra, però, che l'influenza A si diffonda con maggiore facilità ed ecco quindi i consigli degli esperti per evitare il contagio: lavarsi bene le mani, evitare baci ed effusioni, non bere dallo stesso bicchiere ecc...

Sembra addirittura che si arrivi a vietare di baciare la teca di S. Gennaro per scongiurare il propagarsi dell'influenza A.

Era stata presa in considerazione anche l'ipotesi di rinviare l'apertura dell'anno scolastico per combattere il contagio; il ministro Gelmini ha poi smentito la notizia aggiungendo che provvedimenti mirati verranno adottati qualora si manifestassero casi di influenza A.

Non si esclude nemmeno un prolungamento delle vacanze natalizie quando è previsto il picco del contagio.

Nel frattempo sono aumentate le vendite di farmaci antiinfluenzali e, probabilmente, molte persone ricorreranno al vaccino. Sono, infatti, previste due campagne di vaccinazione: una il 15 novembre e l'altra a gennaio 2010. Il vaccino sarà somministrato alle categorie più a rischio come gli operatori sanitari e dei servizi pubblici, i malati cronici, le donne incinte. Infine toccherà ai giovani con meno di 27 anni perchè le nuove generazioni hanno sviluppato meno anticorpi essendo stati meno "stagioni" a contatto con i ceppi d'influenza. Il vaccino verrà distribuito gratuitamente dalla Asl attraverso medici di famiglia, pediatri e presidi sanitari. I soggetti non a rischio dovranno aspettare che il vaccino arrivi in farmacia.

Quindi anche nell'autunno e nell'inverno prossimi la nuova influenza A farà parlare di sè e sarà al centro della cronaca.

A me sembra che l'unica cosa certa sia l'elevato guadagno delle case farmaceutiche!

Se volete esprimere la vostra opinione su questo tema o su quelli inerenti articoli precedenti , se volete suggerirmi argomenti da trattare in futuro, se volete più informazioni sui miei libri o sugli eventi ai quali partecipo visitate il mio blog: www.chiacchierandoconmariapia.it.

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(29 settembre 2009)