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Di Roberto Tirapelle
A tu per tu con Vinicio Capossela: riparte il suo tour “Solo Show”
A tu per tu con Vinicio Capossela: riparte il suo tour “Solo Show”

 

Vinicio Capossela torna sulla scena musicale con il motto “Tutto vivo, niente morto” riferito al suo “SOLO SHOW ALIVE”, DVD + CD che documenta il successo del tour teatrale “SOLO SHOW” (più di 60 repliche nelle principali città italiane e oltre 100mila spettatori tra il novembre del 2008 e l’aprile del 2009).
“SOLO SHOW ALIVE” uscirà il 13 novembre su etichetta Atlantic/Warner Music e conterrà in versione live le canzoni e le immagini del “concerto – spettacolo” tenuto da Capossela al Teatro Verdi di Firenze, un concerto ispirato, nella scenografia e nell’immaginario, al “side show”, una sorta di “circo delle stranezze”. La regia video dello spettacolo è di Gianfranco Firriolo, già dietro la macchina da presa per il videoclip “Il gigante e il mago”.
Visto il successo, contemporaneamente alla pubblicazione del DVD + CD live, Capossela dal 24 novembre  riparte con il suo tour “SOLO SHOW”, in una fiabesca versione “invernale” che presenterà alcune novità nella scelta delle “attrazioni” e una scaletta che cambierà con l’approssimarsi delle festività natalizie.

A questo proposito una considerazione è necessaria. “L'uscita del Dvd e del Cd live e la contestuale ripartenza del tour non ti sembra una scelta fuori dai consueti schemi? C'è qualche motivazione in più.?

Il Solo Show è ancora più uno spettacolo che un concerto, e dunque , seguendo le regole dello spettacolo, una volta che l’hai allestito e messo in cartellone, e che la gente ha dimostrato di amarlo, sarebbe naturale replicarlo a lungo. Io mi limito a queste ultime sei date, per lasciare il posto ai prossimi. Però Gianfranco Firriolo l’ha ripreso e montato per renderlo eternamente replicabile sul supporto visivo....lo abbiamo fatto anche perché è uno spettacolo buono anche per gli occhi .”

“SOLO SHOW” trae la sua ispirazione non propriamente dal Circo ma dal “side show”, baraccone  di fenomeni, con i freaks e gli animali dimenticati da mettere in mostra (“la mucca a cinque zampe”, “il maiale a due teste”, “la capra unicorno”), che venivano messi di fianco ai tempi del  circo Barnum. Anche il SOLO SHOW è uno spettacolo a due teste, divise da un intermezzo da saloon a tinte burlesque: 15 minuti di illusione, da medicine show con pozione magica in vendita, in compagnia di Cristofer Wonder e Jessica Love, la tattoo-lady che scherza col fuoco.

A questo punto una riflessione ci sorge spontanea: “Solo Show ” pur avendo al centro la canzone è uno spettacolo che si popola di creature strambe. Questa dissolvenza tra canzone e circo si ispira a qualche tua condizione dell'immaginario  o ad una situazione psicologica?

“Uno spettacolo è una forma di realizzazione dell’immaginario..le creature esistono già nelle canzoni , o addirittura nella fantasia di ognuno, spesso sono figure mitiche, ognuno ne ha una sua..psicologicamente non c’è molto da dire. Credo che il fine e la causa dello spettacolo sia l’emozione....emozionarsi! Questo solo conta.”

“SOLO SHOW” nella prima parte comprende le attrazioni riassunte dal manifesto “The story faced man”, l'uomo con la faccia deturpata di storie.  L'uomo cerca di relazionarsi con le storie: l’altro, l’amore, la strada, la guerra, le nazioni, la terra e se stesso.  Nella seconda parte,  invece, ecco le attrazioni:  “la medusa nervosa”, “il polpo–palombaro in amore”, “la sirena abissale”, “l’uomo vivo”, “la human pignata”, “il Minotauro”. E' necessario un certo esercizio e un poco di “Ginnastica” per sostenere tante attrazioni in una volta. Nel finale il palco diventa un saloon, e il pubblico finisce in gabbia irretito dalla sibilla oracolo, che fornisce stralci di futuro. Personalmente mi sembra di ritrovarvi lo spettacolo sontuoso e circense, immaginifico e teatrale del film di Ophuls “Lola Montes”, dove le avventure, i ricordi, gli amori, i personaggi acquistano, nei flash-back, fisicità.

i progetti

Tra i prossimi progetti di Capossela un viaggio musicale in Grecia, tra la musica “rebetica”. Dopo molti anni di lavoro nella canzone italiana con vagabondaggi e sperimentazioni il cantautore milanese – nato però ad Hannover -  (che ha procreato i suoi miti, le ombre, le sue parole, distanza, clandestinità, gli artifici, i cieli, nella solitudine della casa con vista sulla Stazione Centrale) lavora ad un Cd che si intitolerà “Rebetikos Gymnastas”. Il teatro delle Ombre, in Grecia come nell'impero Ottomano, rinnova costantemente i suoi personaggi. Credo che Vinicio sia legato ad uno stile vivace e in cambiamento.

E' in questo senso che ti sei ispirato a questo progetto e ad ampliare i tuoi personaggi.?

“Mi hanno sempre interessato le ombre, ed anche la musica e la filosofia del rebetico...e anche molte altre cose. Lo stile è un po’ come una valigia , uno strumento, una bussola, che è utile avere in viaggio per non perdersi, e non rimanere per sempre in un'isola, come Ulisse  imprigionato della ninfa Calipso, dai riccioli belli...la zattera per sapersene andare, oltre che per arrivare. Credo che lo stile sia il  mezzo, non il fine…non vado avanti per cambiare lo stile, ma lo stile mi serve per andare avanti , e riuscire a confrontarmi con i temi che man mano vengono avvicinandosi, come le coste di terraferma, quando si va per mare.”

     

 

(29 novembre 2009)