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Di Emanuele Sarria
Antonio Ingroia: le bufale della politica
Antonio Ingroia: le bufale della politica

Capita spesso che le favole, con le loro morali nascoste tra le righe, ritornino di moda. "C'era una volta l'intercettazione. La giustizia e le bufale della politica" è il titolo di un libro scritto da Antonio Ingroia nel 2009, che espone la storia delle intercettazioni facendo riflettere sull'attuale disegno di legge, voluto dal Ministro della Giustizia Angiolino Alfano, che andrebbe a limitare l'utilizzo di questo potente metodo d'indagine.

Venuto a presentare il suo libro venerdì 28 Maggio in una gremita sala civica a Legnago, Ingroia, procuratore aggiunto della procura antimafia di Palermo, ha esordito dicendo che raccontare la storia delle intercettazioni significa "raccontare un po' la nostra storia".  Una storia che non sembrerebbe destinata al lieto fine, anzi, usando le parole del procuratore stesso, porterebbe a una "democrazia azzoppata" finendo per favorire quella classe dirigente caratterizzata dalla "tendenza a delinquere e a passarla franca".

Tra il c'era una volta e il non vissero tutti contenti sta la storia delle intercettazioni che il protagonista di serata ha esposto portando anche la sua esperienza personale.

"Le intercettazioni hanno permesso di catturare molti criminali" ha affermato a sostegno della sua posizione, aggiungendo poi "se non ci fossero state, molti capi mafia sarebbero ancora in libertà e quindi, per difendere i cittadini da ogni forma di criminalità, bisogna difendere questo mezzo di indagine".

L'opinione pubblica nel nostro paese non sembra pensarla allo stesso modo. Un titolo apparso poco tempo fa su ‘Il Giornale' diceva ‘Tutti siamo intercettati' riprendendo le parole allarmistiche del Ministro della Giustizia che, per sua stessa ammissione, aveva detto di poter dimostrare con i numeri che questa frase non è esagerata e che la privacy degli italiani sarebbe in pericolo.

Secondo Ingroia, però, questa legge non tutelerebbe le persone comuni, ma la classe dirigente, portando il nostro paese verso una "diseguaglianza dei cittadini davanti alla legge" e garantendo maggiore libertà di delinquere e di non essere scoperti.

Il secondo incontro organizzato dai giovani di "Generazione democratica" si è chiuso lasciando una punta di amarezza per lo specchio della società in cui Antonio Ingroia ci ha fatto riflettere. La società che, secondo l'autore, si sta costruendo attorno a noi, sembra andare verso una deriva a cui siamo condannati da chi ci governa e che noi non abbiamo il potere di contrastare. 

(16 giugno 2010)