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di Federica Tirapelle
L'Africa. Riflessioni sulla guerra e i bambini soldato
L'Africa. Riflessioni sulla guerra e i bambini soldato

Un paese senza confini, una terra piena di speranza che, però, non ha mai avuto la concessione dal nostro ingiusto mondo di trovare la serenità. Molti chiamano l'Africa il continente dimenticato, tuttavia sarebbe meglio chiamarlo il continente delle guerre dimenticate.

Perché continuiamo a rimanere muti, sordi, ciechi davanti alle atrocità commesse in questo paese di inspiegabile bellezza, la cui storia deve essere ancora del tutto compresa?

Famiglie distrutte, vite spezzate, bambini soldato a cui è stato negato, in via normale, crescere. E tutto ciò continua a venire sottovalutato! Perché dobbiamo dare l'attenzione a chi non la merita, a chi ci fa più comodo, quando invece non vogliamo sapere delle terribili e strazianti verità che incombono sul nostro Pianeta? Non bisognerebbe far finta di niente, basterebbe solo un piccolo sforzo:immergersi per un momento nel sangue versato delle persone innocenti, le cui vite sono state sacrificate per una causa ancora oggi ignota, incomprensibile. Tutto quello che è successo e che succederà è stato causato dalla nostra avidità, dalla nostra incapacità, immoralità, dal nostro più profondo egoismo...Fotografi, camera-men, servizi umanitari continuano da soli la lotta contro il massacro di questo popolo. Il massacro del popolo tra il popolo. Laggiù colui che uccide agisce in tal modo per non essere ucciso. Questa regola di vita che ha accompagnato molti di loro in tutti questi anni, è la prova della sincera e cruda disperazione non più controllabile.

Chissà se Dio ci perdonerà per gli errori commessi, come le guerre, i genocidi, gli inganni che non abbiamo saputo cogliere in tempo, in quanto manovrati da persone capaci di persuadere ed invadere la nostra fragile mente? Seguendo il primo getto dell'istinto, probabilmente non riuscirei a perdonare. Purtroppo l'uomo cede alla malvagità, alla sete di sopraffazione contro i più deboli. Diventando l'unico responsabile della situazione dolorosa che ogni giorno ci accompagna...alla

prova più difficile: vincere la battaglia per Vivere!

 

I Bambini Soldato

Decine di migliaia di bambini sono esecutori di atrocità belliche, impiegati come combattenti in oltre tre quarti dei conflitti armati della Terra. Molti hanno meno di 6 anni. Il reclutamento e l'utilizzo di bambini soldato sono una delle più pesanti violazioni delle norme che regolano i diritti umani nel mondo. L'Africa è spesso considerata l'epicentro del fenomeno dei bambini soldato, forse per il legame quasi endemico tra infanzia e guerra. La Sierra Leone, in 10 anni di guerra civile, porta i bambini combattimenti in primo piano. In Angola il 36 % dei bambini ha prestato servizio come soldato o ha seguito le truppe in combattimento. Stime ONU per la guerra in Liberia contano approssimativamente ventimila bambini e bambine combattenti o che abbiano combattuto, circa il 70 % dei soldati attivi nelle varie fazioni. L' LRA, Esercito di Resistenza del Signore, è costituito al 100% da bambini soldato. L'LRA ha rapito oltre 15 mila bambini per arruolamento e ha nelle proprie file il primato del combattente armato più giovane in assoluto: di appena 5 anni. Anche il Sudan fa uso massiccio di bambini soldato: almeno 100 mila bambini prestano servizio su entrambi i fronti di una guerra civile che dura da 20 anni. I bambini di strada sono il bersaglio privilegiato del reclutamento. Nella provincia di Wahda, il 22% della popolazione scolastica tra i 6 e 14 anni risulta reclutato dall'esercito sudanese o nelle milizie filo-governative.

Il Medio Oriente è un'altra area dove i bambini sono diventati parte integrante del conflitto, coinvolti in combattimenti di Algeria, Azerbaijan, Egitto, Iran, Iraq, Libano, Tagikistan, Yemen. Al di sotto dei 15 anni, prestano servizio all'interno di gruppi islamici radicali. In Palestina, gli adolescenti costituiscono il 70% dei partecipanti all'Intifada. Nelle Americhe, a partire dagli anni '990, bambini soldato sono stati impiegati in Colombia, Equador, El Salvador, Guatemala, Messico (Chapas), Nicaragua, Paraguay e Perù. La pratica dei bambini soldato è diffusissima anche in Asia: dalla Cambogia, Timor Est, India, Indonesia, Laos, Myanmar, Nepal, Pakistan, Nuova Guinea, Filippine, allo Sri Lanka. Solo nel Myanmar sono oltre 75 mila i bambini soldato, attivi sia nell'esercito statale sia nei gruppi etnici armati opposti al regime.

Le condizioni disperate dell'infanzia asservita al fanatismo radicale della guerra ha, in fondo, un'unica radice. La globalizzazione escludendo le fasce più povere (esuli, rifugiati) e disgregando costumi e società tradizionali, porta quasi un quarto della popolazione giovanile del Pianeta a vivere con meno di un dollaro al giorno. Sono250 i milioni di bambini per strada: disperati e respinti, costituiscono un'enorme riserva per l'economia illegale, il crimine organizzato i conflitti armati. Chi sceglie di arruolarsi spontaneamente proviene spesso dagli stessi gruppi, spinto dalla povertà, dall'alienazione e dal fanatismo della propaganda. Le condizioni strutturali che si accompagnano ai conflitti armati possono costringere i bambini ad arruolarsi anche ai fini della difesa personale. Circondati dalla violenza, si sentono più al sicuro in un gruppo combattente e con un'arma in mano. In Africa per esempio, l'80% dei bambini soldato ha assistito a un'azione armata intorno alla propria casa, il 70% ha visto distruggere la propria abitazione, il 60% ha perso la propria famiglia in guerra. Molti bambini hanno fatto esperienza diretta o sono stati testimoni oculari delle peggiori violenze: massacri, esecuzioni sommarie, torture, violenza sessuale. La vendetta perciò è uno stimolo abbastanza forte per unirsi alla lotta. Spesso i bambini soldato, sopravvissuti al massacro della loro stessa famiglia, abbandonati a se stessi, si trasformano in esecutori spietati.

(16 agosto 2010)