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Finanza domestica: trading online

La crescente diffusione delle connessioni ad alta velocità anche per usi domestici ha favorito la proliferazione di applicazioni e servizi via web. Le banche, in particolare, hanno confezionato per i propri clienti piattaforme di home banking multifunzionali, attraverso le quali è possibile accedere a tutta una serie di informazioni relative al proprio conto corrente, effettuare pagamenti, ricariche telefoniche, donazioni e molto altro ancora in maniera semplice ed immediata. Queste pagine internet permettono spesso anche di acquistare o vendere titoli azionari, obbligazionari, titoli di stato, fondi comuni di investimento e altri strumenti finanziari, con un notevole risparmio sui costi di transazione. Effettuare un investimento comodamente seduti a casa, davanti al proprio computer, è certamente meno oneroso che recarsi in banca. Le commissioni relative all'operazione sono di gran lunga inferiori (si parla circa di un due per mille) e anche il risparmio di tempo non è assolutamente da trascurare.

Per poter operare a tutti gli effetti a distanza è necessario recarsi, solo per una volta, nella propria banca per aprire un deposito titoli su cui effettuare i movimenti di compravendita. Da qui in poi lo sportello sarà la scrivania di casa. Dopo aver effettuato l'accesso, la piattaforma di trading online offrirà una serie di numeri ed informazioni apparentemente molto complessi. Con un po' di pratica tutto risulterà più semplice. Il primo passo consiste nel decidere che strumento finanziario acquistare (o vendere se lo si ha già in portafoglio). Le azioni non sono altro che quote di capitale di società che danno diritto ad incassare gli incrementi di valore che la società stessa produce. Il guadagno derivante dal possesso di azioni può essere duplice: alla vendita, se il valore del titolo è aumentato rispetto al momento del suo acquisto, ovvero quando la società stabilisce la distribuzione di dividendi (evento alquanto raro ma comunque possibile). Nel primo caso il profitto è pari alla differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita (dedotta una parte a titolo di imposte), nel secondo, invece, sarà una quota percentuale del valore dell'azione stessa. Le obbligazioni sono strumenti di debito emessi da società o enti che danno il diritto al rimborso del capitale investito maggiorato di un interesse. Le più diffuse pagano cedole periodiche, le quali rappresentano il guadagno dell'investitore. Tralasciando l'analisi delle diverse tipologie presenti sul mercato, la cosa più importante da considerare è il loro rating, cioè la valutazione che gli analisti finanziari danno all'obbligazione e di conseguenza al soggetto emittente. La tripla A (AAA) sta a significare che il titolo è affidabile e non presenta pericoli di insolvenza. Le lettere successive sono gradini via via crescenti di rischio di non vedersi rimborsato il capitale a scadenza. Ad un rendimento alto è associato un rischio altrettanto elevato, pertanto le decisioni di investimento dipenderanno dalla propensione a rischiare il capitale investito per ottenere un maggiore profitto. Generalmente, le obbligazioni sono titoli abbastanza sicuri e a scadenza restituiscono almeno la somma inizialmente investita, sempreché il soggetto emittente non diventi insolvente o fallisca. I fondi comuni di investimento (FCI) sono quote di un patrimonio più ampio, acquistabili dai risparmiatori, che aumentano o diminuiscono di valore in base all'andamento dei titoli di cui sono composti. Hanno il vantaggio di riuscire a diversificare il rischio su un numero elevato di strumenti finanziari, evitando così che il cattivo rendimento di uno di essi incida in maniera negativa sull'andamento globale del fondo stesso. I derivati, infine, sono strumenti finanziari il cui valore dipende dall'andamento di altre attività (merci, azioni, indici, tassi, valute, ecc...) chiamate "sottostante". La grande varietà di prodotti derivati in circolazione rende difficile farne una disamina esaustiva, tuttavia è bene ricordare una loro caratteristica comune. Le piattaforme di trading online, in fase dispositiva, cioè di compravendita, chiedono all'utente di scegliere se investire con o senza l'utilizzo della leva. Molto semplicemente, "con leva" significa che la quantità monetaria sborsata per ottenere il titolo è inferiore al valore del titolo stesso. Ciò permette di ridurre le perdite in caso di andamento negativo dello strumento ovvero di aumentare in maniera più che proporzionale il guadagno in situazioni di andamento positivo.

Dopo aver ben compreso che cosa si sta maneggiando, si deve cominciare a interpretare la grande mole di informazioni proposte dalla piattaforma di trading. I fornitori del servizio tendono a sovraccaricare le pagine web di grafici e numeri (anche se spesso non mancano versioni semplificate per l'investitore occasionale), al fine di fornire la più completa gamma di elementi per la valutazione dello strumento. Le informazioni da tenere in considerazione non sono però poi molte. Le quotazioni in tempo reale rappresentano il valore che gli analisti di mercato assegnano al titolo in quel determinato momento. Tuttavia, non è affatto detto che sia possibile acquistare o vendere proprio a tale prezzo. In fase di compravendita, infatti, la procedura guidata fornita della piattaforma di trading chiederà di inserire, alternativamente, due ulteriori valori per il medesimo titolo, il prezzo danaro o il prezzo lettera. Il primo identifica la quantità di moneta che chi è intenzionato a comprare è disposto a sborsare. Avrà un valore nettamente inferiore alla seconda quantità, il prezzo lettera, la quale rappresenta il prezzo domandato da chi vuole vendere. Non appena chi intende acquistare il titolo offrirà un prezzo pari a chi intende cederlo, l'ordine, cioè la compravendita, verrà eseguita. Fintantoché i due valori non vengono a coincidere, la transazione rimane sospesa e con un semplice click del mouse sarà possibile annullarla.

Da un punto di vista operativo, fare trading da casa è molto semplice. Capire il mercato un po' meno. L'andamento degli strumenti finanziari dipende da variabili veramente complesse. Ecco che allora, chi non ha esperienza o comunque conoscenza dei mercati potrebbe preferire l'investimento in titoli a rendimento sicuro, come i titoli di stato (o le obbligazioni a rating elevato), altamente solvibili e facili da rivendere. Ancora una volta, con la piattaforma di trading domestico si potranno ottenere dei notevoli risparmi di costo sulle commissioni e si potranno evitare lunghe file allo sportello.

Per concludere, un cenno sulla sicurezza. Come tutti i dati digitali che viaggiano in rete, anche i sistemi di trading online sono sottoposti a minacce di tipo informatico. In gioco, però, ci sono soldi veri. Tutti i produttori di home banking e piattaforme di trading hanno riposto molta attenzione alla sicurezza dei dati e delle transazioni. La crittografia a 128-bit e l'utilizzo della firma digitale possono considerarsi garanzie di protezione più che sufficienti che permettono all'utente di operare in un ambiente sicuro e protetto.

Matteo Zanetti

(07 gennaio 2011)