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WEB 2.0, L’ENCICLOPEDIA UNIVERSALE: WIKI-WORLD

Le vicissitudini circa la nascita e diffusione di internet appartengono a storie ormai ben note anche a chi di tecnologia non se ne intente. Originariamente pensato per scopi militari, con l'intento di collegare i computer della difesa americana, la "rete delle reti" ha avuto un successo tale che oggi conta al suo attivo milioni di utenti. Ed è proprio qui che risiede la chiave della sua evoluzione, il passaggio dalla mera connessione di computer a quella di individui. Da un'entità statica, dove il produttore dei contenuti e il consumatore di informazioni sono soggetti divisi e indipendenti ad un contesto in cui l'utente diventa un prosumer, ossia produttore e consumatore al tempo stesso.

In un tale scenario, in cui ciascuno può creare e condividere, si sono diffuse tendenze quali i social network, le reti collaborative dove gli utenti hanno la possibilità di inserire le informazioni e i contenuti da loro creati. La tecnologia WEB 2.0, d'altro canto, trasforma l'esperienza della navigazione internet, segnando il passaggio da una semplice sequenza di pagine elettroniche consultabili in maniera ipertestuale/multimediale alla connotazione di sito web quale fornitore di servizi. La pagina internet assumerà sempre più la configurazione di un software che permette di interagire e ottenere elaborazioni, di creare e scambiare user-generated content (contenuti generati dagli utenti).

In questo contesto di evoluzione e mutamenti - tecnologici e sociali ­- si pongono le basi per la creazione di strumenti collaborativi che riuniscono la conoscenza di chiunque vi partecipi. Ed ecco che nasce l'Enciclopedia Universale Libera, costruita col contributo di tutti coloro che hanno desiderato prendervi parte. Non ci sono limiti, e questo accresce la quantità e la varietà dei contenuti disponibili.

Wikipedia mette insieme tutti questi elementi. Il sito internet creato da Jimmy Wales che deve il proprio nome alla lingua hawaiana (wiki wiki significa molto veloce, rapido) riunisce e centralizza questa conoscenza.

Ciascun utente può inserire contenuti e informazioni su specifici argomenti, mentre tutti gli altri potranno aggiornarli e modificarli o addirittura cancellarli. La struttura ipertestuale consente di rimbalzare tra le pagine per approfondire le tematiche, mentre il veloce e intuitivo motore di ricerca rende facile ed immediata la ricerca delle informazioni desiderate.

In un simile contesto, apparentemente senza controllo, dove ovunque e chiunque può accedere ed interagire, diventa inevitabile chiedersi quanto di buono ci sia sotto, cosa sia attendibile e cosa no, ciò che è lecito prendere e ciò che non lo è.

Wikipedia è un'Enciclopedia Universale Libera disponibile in 262 lingue con circa 17 milioni di articoli consultabili. L'evoluzione dei suoi contenuti è supportata dalla legge dei grandi numeri e questo rappresenta una garanzia sufficiente alla qualità degli stessi. Sebbene chiunque possa inserirvi informazioni, dall'esperto al profano, la supervisione che si viene a creare da parte della community fungerà da filtro. Una apposita pagina dedicata alle discussioni raccoglie tutti i pareri in materia così che il contenuto prenderà la strada che la massa gli impone, arrivando ad assumere in modo democratico il taglio più obiettivo possibile.

E non è un caso che Treccani abbia scelto proprio Wikipedia come partner web. La più prestigiosa Enciclopedia Italiana di "scienze, lettere e arti" ha infatti reso disponibili 127mila voci del proprio dizionario online e 25mila biografie attraverso link a Wikipedia, come segno dell'importanza che la conoscenza partecipativa gratuita sta assumendo nel panorama globale della rete.

Matteo Zanetti

 

 

(25 giugno 2011)