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Aleksandra Kurzak è Rosina nel "Barbiere di Siviglia": "cantare in  Arena è meraviglioso, l'acustica è fantastica, la voce corre e ritorna ancora meglio".

Verona - 89° Festival Lirico

E' entusiasta Aleksandra Kurzak - promettente stella della lirica - per il debutto in Arena, e denota  il piacere di continuare un percorso artistico su " un palcoscenico unico, non confrontabile con nessun altro teatro".

Incontriamo la Signora Kurzak a margine di una recita del "Barbiere" di Gioachino Rossini, terzo titolo in cartellone per l'89° Festival  lirico, direzione d'orchestra affidata al giovane maestro veronese Andrea Battistoni; regia, scene, costumi e luci di Hugo de Ana, coreografia di Leda Lojodice.

Il "Barbiere" è una delle opere più rappresentate al mondo: ben 195 anni di fortuna, dalla prima del 1816. A Verona, conta quattro allestimenti con 31 rappresentazioni.

La nostra conversazione inizia dalla Polonia, Paese d'origine dell'artista.

(Aleksandra Kurzak, foto ENNEVI) 

Esistono buone scuole di canto in Polonia?

"Non ci sono specifiche scuole di canto, bensì Conservatori e Accademie. La mia prima insegnante è stata comunque la mia mamma. Devo molto a Lei. Poi mi sono trasferita in Germania, ad Amburgo, non tanto per perfezionarmi quanto per seguire il repertorio tedesco che amo molto."  

Ci racconti delle sue "Rosine", quante fino ad oggi?

"Ho cominciato ad interpretare Rosina in Polonia nel 2000. Poi ho abbandonato il ruolo per qualche anno perché era ritornata la tradizione della voce di mezzo soprano. Negli ultimi anni, invece, è prevalso l'orientamento di far cantare il ruolo ai soprani e così ho proseguito, prima a Monaco e poi a Vienna." "L'ultima mia esperienza nel ruolo è stata comunque a Londra quest'anno. Con parecchie recite."

Il mio primo debutto - continua Aleksandra Kurzak - è stato però in  Susanna delle "Nozze di Figaro", nel '99. Accanto a mia madre, nel ruolo della Contessa.

Ho interpretato anche la Regina della Notte nel "Flauto magico", per partecipare ad alcuni concorsi."

Noto dalla sua biografia che ha frequentato molto Mozart!     

"Sì, lo considero molto importante".

Che differenze trova tra l'allestimento del "Barbiere" di Londra e quello di Verona?

"Al Covent Garden l'allestimento è stato completamente diverso da quello areniano. La scenografia a Londra era totalmente spoglia, non c'è stato spettacolo."

"Il Barbiere è un'opera che necessita di coreografie e scenografie, deve essere uno spettacolo, è una festa degli scherzi. E' fondamentale instaurare un rapporto divertente col pubblico perché è proprio il pubblico che si aspetta questo tipo di esibizione.  Infatti l'allestimento di de Ana è molto suggestivo e colorato".

Come si è trovata con un Direttore giovane quale Andrea Battistoni?   

"Molto bene ma è veramente giovane. Io, però, uso una mia tecnica. Guardo poco il Direttore, solo in momenti  particolari. Ad esempio quando ci sono dei rallentamenti, dei cambiamenti dinamici. Ritengo importante recitare e sono molto concentrata nella mia parte." 

C'è una corrente di pensiero che indica Rosina come il prototipo di una femminilità operistica che farà scuola. E' d'accordo?

Più che da Rosina la femminilità discende da Beaumarchais. A mio parere ci sono molte altre protagoniste che segnano la femminilità : Susanna, Matilde di Shabran, l' Isabella dell'"Italiana in Algeri", la Norina del "Don Pasquale", l'Adina dell'"Elisir d'amore". Alcuni sono melodrammi  giocosi e hanno al centro una donna energica, rispettosa ma determinata, temporaneamente raddolcita ma vigile e intraprendente".

Peraltro, tutti ruoli  da Lei interpretati...

"Esattamente. E, per ciascun ruolo, cercando sempre un motivo di approfondimento.

Mi piacerebbe approfondire  un aspetto già citato prima: la storia interpretativa della voce rossiniana di Rosina. E' possibile cantarla al meglio come soprano?   

"Come soprano io canto di un terzo più alto, posso fare molte variazioni. Ritengo che sia il registro più interessante per affrontare il personaggio. Del resto Rossini è come un fuoco d'artificio (nda, ci sono anche i pirotecnici finali), è frizzante, come un prosecco."

"Probabilmente solo i recitativi sono scritti troppo bassi per il soprano, soprattutto l'ultimo, quello che precede il temporale."

Come si è trovata in Arena?

Faccio fatica a trovare le parole giuste. E' una meraviglia. L'acustica è fantastica, la voce corre e ritorna ancora meglio. L'orchestra non copre assolutamente i cantanti."

Non ho problemi con i grandi spazi, non riesco a cantare bene in quelli piccoli. Comunque non si può confrontare l'Arena con nessun altro teatro. E' unica."

Per un cittadino veronese e frequentatore d'opera, un pizzico d'orgoglio!  

(intervista raccolta da roberto tirapelle)

(Si ringrazia la Direzione Comunicazione della Fondazione Arena.)

     

(04 luglio 2011)