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Rocio Ignacio è la seconda Rosina del “Barbiere”, in Arena dal 22 giugno:

"è la prima volta che una sivigliana canta in quest'opera a Verona".

Rocio Ignacio è una delle quarantuno artiste "debuttanti" sul palcoscenico areniano quest'anno.

Dietro una frizzante comunicativa e quegli occhi marron glacé  (come le nuances "Oréal"), si nasconde la disperazione appassionata di un'artista che, dopo le ultime prove del 20 giugno, attende la recita del 22 luglio per affrontare Rosina.

Signora Rocio è la Sua prima volta in Italia?

"No, ho lavorato nel 2007 a Jesi nel ruolo di Sophie nel Werther.

Ha già visto il nostro allestimento, cosa Le sembra?

 "E' bellissimo, un senso molto particolare della Spagna, il giardino, le rose. Una scenografia piena di dettagli, il gioco dei ventagli."

Lei però è già salita sul palco con "Lo spettacolo sta per iniziare"!

"Si, è vero ma è stato un approccio un po' speciale perché ero su un balcone. Quando sono salita e ho visto il pubblico dell'Arena sono rimasta sbalordita. Dopo la mia prova sono uscita e ho pianto".

Parliamo di Rosina. Come la sente?

"E' una ragazza molto intelligente e femminile. Io la voglio sentire come una sivigliana pura, con molte  sfumature".   

 Lei ha fatto recentemente anche Adina nell'Elisir d'amore. Non ci sono delle affinità?

"Pur essendo delle donne intraprendenti, ci sono molte differenze.  Rosina è una ragazza che vive in un ambiente chiuso, costrittivo. Adina, ha la sua fattoria é lei la padrona, gestisce la propria vita. Rosina cerca la sua felicità, Adina è energica ma Rosina è più sfaccettata."

Lei ha interpretato ruoli giocosi e drammatici. In quali si sente più partecipe?

"Mi piacciono tutti.  Ad esempio l'anno scorso ho avuto la fortuna di interpretare Nanetta nel "Falstaff". E' stata una prova bellissima non solo perché l'opera è meravigliosa, divertente. L'avevo studiata fin da bambina, è una figura delicatissima. Però mi piace anche Gilda di "Rigoletto".    

Lo sa che al Teatro Filarmonico per l'inizio della stagione invernale è in programma il "Falstaff"?

"No, non lo sapevo."

Che idea si è fatta dei  Teatri spagnoli?

"Ho lavorato a Valencia: è un teatro importante, molto professionale, come i vostri teatri. Certamente l'Arena non ha confronti. Si lavora tutti i giorni e deve esserci una forte preparazione."

Lei ha partecipato al "Flash mob" che la Fondazione Arena ha dedicato a "Romeo et Juliette.

 "E' stato molto divertente, ho cantato "Je veux vivre". Io sono molto romantica, è una storia d'amore universale che tutte le donne almeno una volta hanno provato."  

(foto Ennevi) 

Come Le sembra il ruolo di Giulietta rispetto a Rosina?

"Giulietta è decisa, fin dal primo atto: se tu mi ami e mi vuoi, sposiamoci. Altrimenti te ne vai. Rosina gioca e aspetta di sapere se l'altro la desidera."

"Fare "Romeo et Juliette" a Verona  è essenziale come fare il "Barbiere" a Siviglia."

Il prossimo anno ritornerà in cartellone l'opera di Gounod: si faccia avanti, è tempo di ingaggi!

"Adesso per me l'obiettivo più importante è fare bene Rosina"

(intervista raccolta da roberto tirapelle)

(Si ringrazia la Direzione Comunicazione della Fondazione Arena)

(14 luglio 2011)