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Verona - Lectio Magistralis del Cardinale Bertone
Verona - Lectio Magistralis del Cardinale Bertone
 

Educare alla coscienza sociale, ad un nuovo "umanesimo delle responsabilità" ed alla ''spiritualità cristiana'' come " stile di vita che si conforma a quello di Gesù, mediante l'azione dello Spirito Santo, da cui ne corrisponde la responsabilità etica nei confronti del prossimo''.

Questo il profondo messaggio lanciato dal Segretario di Stato Vaticano, Cardinale Tarcisio Bertone, in occasione della Lectio Magistralis "La spiritualità cristiana come modo di essere nel mondo per cambiarlo'; annunciata Domenica 18 Settembre presso la Sala Conferenze del Palazzo della Gran Guardia di Verona.

La "dimensione spirituale", per il Cardinale Bertone, abbraccia, teologicamente, una duplice prospettiva: verticale ed orizzontale. ''Verticale perché nasce dall'incontro con Dio"- ha introdotto il nobile relatore-"orizzontale, perché si traduce in senso relazionale, sociale nonché comunitario. Incontrando Cristo nella mia vita, sono responsabile del mio prossimo come di me stesso: quindi, anche lo sconosciuto diventa un mio fratello''. Gesù, dunque, con la sua esistenza ed il suo modo di essere nel mondo; è venuto a cambiare radicalmente l'esistente con l'onnipotenza dell'amore. La dottrina sociale della Chiesa, dunque, ''contiene una spiritualità che è portatrice di un messaggio di rinnovamento della società". Questa spiritualità ha, da un lato, un carattere immutabile, intrinseco alla spiritualità cristiana; dall'altro, riflette i molteplici contesti storici e geografici nei quali si colloca la Chiesa.

 È un cardinale raggiante ed ampiamente soddisfatto quello che si è presentato nella città scaligera poiché "aver realizzato un festival di questo tipo, significa non solo una profonda apertura da parte della società italiana alle proposte etiche della Chiesa; ma anche che la dottrina sociale della Chiesa sta conoscendo un rinnovato interesse''. Successivamente il religioso ha citato giganti del pensiero cristiano ( Giovanni xxiii, Paolo VI, Giovanni Paolo II e Papa Ratzinger) nel definire le coordinate della dimensione sociale della cristianità. Altresì, l'arcivescovo, ha analizzato l'apporto dei laici alla diffusione e all'approfondimento della dottrina sociale della Chiesa ed il loro ''ruolo primario'' che rivestono ''nell'impegno diretto e concreto in campo sociale e politico''. A ragione di ciò, è stato citato un commento di Benedetto XVI: ''il cristiano, mosso dallo Spirito Santo, sia reso capace 'di evangelizzare il mondo del lavoro, dell'economia, della politica, che necessita di una nuova generazione di laici cristiani impegnati, capaci di cercare con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile'''. Il porporato s è soffermato sul contributo del mondo laicale nella vita quotidiana che rappresenta un "elemento importante dell'opera della nuova evangelizzazione, alla quale siamo oggi chiamati''. Dal mondo laico e dalla sua spiritualità, dunque, "dipende la nuova evangelizzazione del mondo sociale, economico, lavorativo nonché la sua trasformazione in ottica completamente cristiana e valoriale". Un altro punto focale della conferenza è stato il "valore" del lavoro ed il suo messaggio cristiano. "Il lavoro, che dev'essere vissuto come una vocazione umana e mezzo di salvezza"- ha affermato Bertone-" deve produrre forme di alta spiritualità e solidarietà".

L' Essere presente, dunque, nel mondo come cristiano richiede una massiccia responsabilità verso Dio e verso il mio prossimo. Da qui quegli "elementi della spiritualità" per una vita cristiana matura, armonica e piena d'amore: "la partecipazione sociale, la collaborazione, la conversione perenne, la preghiera,l' incarnazione della condivisione,l' adesione alla croce di Cristo". Il vero cristiano, allora, è "colui che è divenuto veramente umano e libero" sorretto dalla Chiesa " autentica scuola di partecipazione e di piena collaborazione".

Paolo Cecco

(18 settembre 2011)