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A cura di Emanuele Sarria
Paul Newmann: a 83 anni si spegne un mito di Hollywood
Paul Newmann: a 83 anni si spegne un mito di Hollywood

Paul Newman al grande schermo ha dato tanto, è stato un pezzo importante del cinema dell'ultimo mezzo secolo. Ha interpretato nella sua lunga carriera, ricca di circa una sessantina di film, tantissimi ruoli dall'agente segreto al poliziotto, dal pilota di bolidi, sua grande passione anche nella vita vera, al cowboy; passando dal drammatico al comico e riuscendo ad arrivare al pubblico nei panni di qualsiasi personaggio portasse sullo schermo.

Il suo successo come attore è planetario, ma la sua carriera iniziò con una severa stroncatura da parte della critica per la sua interpretazione nel film  Il Calice d'Argento, di cui lui stesso, qualche anno più tardi, sconsigliò la visione attraverso le pagine del Los Angeles Post definendolo il più orrendo film della storia del Cinema.

Nonostante quell'impietosa bocciatura, per Newman si spalancarono le porte di Hollywood.

I suoi occhi blu e il suo fisico atletico lo hanno aiutato ad arrivare al successo; è stato inserito nel 1995 dall'Empire magazine come una delle cento star più sexy della storia, ma col tempo, grazie a ruoli rimasti nell'immaginario comune, è riuscito a dimostrare di non essere solo bello.

La popolarità arrivò due anni dopo Il Calice D'Argento, quando portò sul grande schermo la storia del pugile Rocky Graziano nel film del 1956 diretto da Robert Wise Lassù qualcuno mi ama.               Successivamente il 1958 fu per lui un anno di grande successo sia privato che professionale: sul set del film La Lunga Estate Calda incontrò e si innamorò dell'attrice Joanne Woodward che sposò in seconde nozze in quanto era stato legato in matrimonio a Jackie Witte, prima moglie da cui ebbe tre figli.

Nello stesso anno fu protagonista del film La Gatta sul tetto che scotta la cui interpretazione come marito di Elisabeth Taylor gli valse la prima delle sue undici candidature agli Oscar.

La sua ultima nomination fu nel 2002 con il film Era mio Padre, ma nel corso degli anni la fortuna non gli sorrise molto durante gli Accademy Awards; infatti non riuscì mai a vincere una statuetta e così l'Accademia gli assegnò quasi come premio di consolazione un Oscar alla carriera nel 1986.

Lui, però, alla cerimonia di consegna non si presentò. Accettò solo di parlare via satellite da Chicago. Lo stesso fece l'anno seguente quando finalmente riuscì a vincere il premio Oscar come miglior attore per Il Colore dei soldi di Martin Scorzese.

Molti altri sono stati i film che lo hanno consacrato nell'Olimpo della storia del Cinema da Lo Spaccone a Nick Mano Fredda, da Diritto di Cronaca a La Vita a modo mio e Hud Il Selvaggio per non dimenticare i più famosi Butch Cassidy e La Stangata in cui Newman ha recitato al fianco del suo grande amico Robert Redford.

Paul Newman per il suo pubblico è stato un attore bravo e longevo, un sex symbol amatissimo, ma anche uomo di grande impegno politico e sociale.

Fortemente convinto di essere stato baciato dalla fortuna, negli ultimi dieci anni Newman ha donato oltre 100 milioni di dollari destinati in gran parte alle cause dei bambini malati.

Ha condiviso in modo filantropico i suoi soldi con le scuole, le strutture di accoglienza , i campi estivi per i bambini malati; ha sostenuto progetti a favore dell'ambiente e a sostegno della lotta contro la droga, che gli ha tolto per overdose il figlio Scott  nel 1978.

Generoso nella vita come nel lavoro, aveva deciso di ritirarsi dai set cinematografici affermando che non avrebbe più potuto recitare ai livelli che avrebbe voluto, e poco più tardi se n'è andato sconfitto da un tumore ai polmoni che lo ha definitivamente spento nella sua amata casa tra i boschi del Connecticut, tra le braccia dell'amata moglie e delle tre figlie avute da lei, lasciando un grande vuoto nel mondo del Cinema e nel cuore delle molte persone che lo avevano conosciuto, stimato e amato.

 

(11 novembre 2008)