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A cura di Luisa Passarini
Brigantaggio? Un fenomeno conosciuto nel nostro territorio
Brigantaggio? Un fenomeno conosciuto nel nostro territorio

Brigantagio nella Bassa? Un fenomeno conosciuto nel nostro territorio e da non sottovalutare, in particolar modo nel 1850. Chi erano a quel tempo i veri briganti? Semplicemente poveri, nulla-tenenti che rubavano a coloro un po' meno poveri; così Francesco Occhi spiega nella sua conferenza  presso "l'Università della terza età", svoltasi presso la Sala Civica di Cerea nel  Febbraio scorso.

Il brigantaggio è un fenomeno sociale ma investe anche la sfera economica e politica. Interessante notare nelle descrizioni reperite negli archivi dallo storico,  ciò che effettivamete veniva rubato: un paiolo di rame usato, peso libre 30, due ramine usate, un tabarro, tre cottoli da donna, due fazzoletti usati, un badile nuovo da carro, 2O once di sementi da bacchi da seta.

Non meno meticolose le descrizioni dei briganti. Nel nostro detto dialettale "Te ghe ne combini come Ninetta", si fa riferimento a Francesco Nesti, nato nel 1795. Ecco la descrizione: "Uomo alto, porta la barba, capelli lunghi e ricci, cappello a pelo di lepre, occhi vividi che si abbassano dopo il primo sguardo, indossa fazzoletto rosso e mantello bianco, sposato con Francesca Venturini di 23 anni, donna dagli occhi castani e dai capelli neri".

Nonostante l'indeterminatezza e le generalità fornite dalle descrizioni, nel 1854 si tennero ben cinquecento processi. Secondo i concetti giudiziari del tempo la punizione doveva essere di esempio, perciò i briganti venivano in genere giudicati ad Este e giustiziati in loco.

Ecco alcuni nomi: Pinarolo, Ceppe, Mola, Facciolo, Rovero, Ninetta. Era prestabilito un Tribunale per le città di Mantova, Rovigo, Vicenza.

Si tratta di bande organizzate "per il colpo", presenti a Bovolone, Cerea, Porca Rizza (l'attuale Isola Rizza). Alcuni dei paesi attuali infatti erano denominati in altro modo: Bonavicina era detta Malvasina, divenuta in seguito Borgo di Malevicina, Belfiore era denominato Porcile etc.

Un cronista del tempo riferisce: "L'effetto fu salutare; se prima il fascicolo Polizia misurava un palmo, dopo tali esempi di severità misura un dito".

 

Luisa Passarini

 

(05 aprile 2008)