Home » Attualità
stampa
 
 
A cura di Emanuele Sarria
Internet e le elezioni americane: sempre pił politica nella rete
Internet e le elezioni americane: sempre pił politica nella rete

Durante le elezioni presidenziali che si stanno svolgendo in America, Internet ha dimostrato di avere un ruolo fondamentale tra tutti i media cui si rivolgono i cittadini americani per avere informazioni.

Oltre che per essere un importante strumento di comunicazione, si è distinto perché permette il confronto tra coloro che entrano nella rete: siti come quello della Cnn offrono schede interattive sulle elezioni e sui temi cruciali della campagna. E per la prima volta persino i dibattiti possono essere rivisti quante volte lo si desideri grazie a siti come You Tube. Mentre i calendari di Google aiutano a tenere il passo con i tanti appuntamenti delle primarie senza fare confusione.

Inoltre MySpace, popolare social network, ha lanciato un canale dedicato esclusivamente alle elezioni primarie per la Casa Bianca. E MySpace Impact presenta i profili dei dieci candidati in corsa per approdare alla Casa Bianca nel 2008. In quest'ultimo caso, sono gli utenti a fornire informazioni, video, immagini, news. Insomma, sono quelli che prima erano i destinatari della comunicazione a dare informazioni e a "costruire" l'immagine del candidato.

In queste elezioni Internet svolge un ruolo determinante, ma la sua prima vera apparizione come strumento di campagna elettorale risale all'epoca della seconda rielezione di Bush. A cogliere per primo i vantaggi che avrebbe portato la rete, è stato Howard Dean. Quasi sconosciuto e consapevole di non avere sufficienti chance di vittoria, l'ex senatore del Vermont ha deciso di giocare la carta informatica, utilizzando l'esperienza di un vero e proprio esperto della materia, il giapponese Joi Ito, riuscendo addirittura ad arrivare nella rosa dei favoriti per la nomination democratica. Tenendo conto che lui era un esordiente, i risultati che ha ottenuto tramite la rete sono stati più che soddisfacenti: 20 milioni di dollari raccolti on line in sei mesi e oltre 600 mila utenti registrati sul suo sito.

Tornando alle primarie del 2008, la rete ha raggiunto un'importanza fondamentale non solo per la raccolta di fondi, ma anche e soprattutto nell'avvantaggiare o danneggiare un candidato. Un ruolo che sembrano aver assunto, infatti, gli spazi sul web da You Tube a My space è quello di andare contro i candidati o di favorirli. Ne sono una prova i video di You Tube, come quello delle lacrime di Hillary Clinton subito dopo la sconfitta in Iowa: visto migliaia e migliaia di volte, il filmato ha contribuito a dare un'immagine più umana alla "lady di ghiaccio" e, secondo alcuni, l'ha persino aiutata a vincere le successive primarie in New Hampshire. Anche Barack Obama ha tratto i suoi benefici da You Tube: in rete infatti sono comparsi alcuni filmati che non erano stati preparati dal suo staff, provenivano da fonti indipendenti, ma comunque hanno influito sulla sua immagine. Per fare un esempio si può prendere in considerazione il video in cui la provocante modella Amber Lee proclamava, tra danze mozzafiato e pose sexy, "i got a crusch on Obama" (ovvero "ho preso una cotta per Obama"). Tra i fotogrammi anche un'immagine del candidato democratico in costume da bagno senza un filo di grasso. Il senatore dell'Illinois ha preso immediatamente le distanze, ma è certo che questi cliccatissimi video hanno influenzato la sua immagine aumentando il suo appeal verso l'elettorato femminile più giovane.

Questi tipi di video sono detti user generated content, cioè contenuti provenienti dagli utenti, che emergono spontaneamente dalla rete, guadagnando popolarità. Rientrano nella più grande categoria dei political busting che rielaborano il messaggio in chiave ironica e parodistica, senza pretese di peso politico. Oltre agli  user generated content, vi sono anche video virali prodotti da professionisti del mestiere. In alcuni casi la provenienza è esplicita, come nel caso del video Yes we can, realizzato da un gruppo di artisti. Qualche volta c'è stato il tentativo di farli passare per prodotti amatoriali, come nel caso di Vote different, un video contro Hillary Clinton ispirato a un popolare spot della Apple risalente agli anni '80. L'autore è stato successivamente identificato come consulente di un'agenzia di comunicazione che lavorava per Obama.

La rete dispone anche dei mezzi per diffondere gaffe e situazioni imbarazzanti che possono essere viste e riviste. In  rete si può trovare il video di Hilary Clinton che stona cantando l'inno americano nella campagna elettorale dell'Iowa. Si può vedere John Edwards, mentre si sistema ininterrottamente il ciuffo per due minuti. Barack Obama invece sul web ha annunciato la sua candidatura alle presidenziali del 2008 e, online, vende adesivi da appiccicare sull'auto. In Internet vi sono anche video del candidato repubblicano John Mccain mentre si fa un pisolino durante un discorso di George Bush, oppure mentre, come la Clinton, canta l'inno americano stonandolo alla grande.

Infatti fino a poco tempo fa le immagini e le parole di un candidato potevano essere fruite solo attraverso la televisione, con un controllo pressoché totale del medium. Ora la facilità di utilizzo di strumenti come videocamere e telefoni cellulari rende possibile la ripresa e la diffusione di errori, gaffe, dichiarazioni che non possono essere smentite. Vittima di quest'aspetto di Internet, il candidato democratico che nel 2004 ha sfidato Bush. Girava nella rete un video ritenuto centrale per la sconfitta: mostrava un Kerry sul windsurf che andava dove tirava il vento.

Come si può capire, i video presenti su You Tube che riguardano le elezioni americane sono moltissimi e non fanno sconti a nessuno. Fanno parte della campagna politica del candidato e spesso sono frutto di una precisa strategia del suo staff, ma possono talvolta essere inseriti da soggetti privati con l'intento di avvantaggiare o denigrare il politico di turno.

(14 ottobre 2008)