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A cura di Carla Faccio
Quel troppo di specializzazione che storpia
Quel troppo di specializzazione che storpia

Alla fine di maggio  è morto negli Stati Uniti un giovane trentenne, la cui vicenda,  quando uscì su tutti i mass media 24 anni fa, fece talmente epoca e sensazione al punto da ispirare nel 1992  un film molto ben fatto ed interpretato intitolato "L'olio di Lorenzo". La vicenda di Lorenzo Odone è infatti esemplare, riferendosi ad un bambino  di sei anni  diagnosticato come affetto da  adrenoleucodistrofia (ALD) -  una malattia ereditaria rara che a detta degli specialisti di allora l'avrebbe portato alla perdita progressiva delle sue  funzioni  vitali e a morte certa nel giro di tre anni  -   sopravvissuto per quasi un quarto di secolo grazie alla dedizione alla sua causa dei  genitori Augusto e Michaela. Questi,  scontrandosi con medici e  scienziati  che li invitavano a rassegnarsi e a desistere, messe da parte anche carriere e ambizioni personali, decisero di dedicarsi anima e corpo a cercare un rimedio ai gravi problemi del figlio. Persone intelligenti e  non certo illetterate ma digiune di cognizioni specifiche di medicina, gli Odone misero infatti a soqquadro biblioteche ed  interpellarono gruppi di studio e di ricerca specifica sulla malattia in tutto il mondo sino a raccogliere abbastanza elementi scientifici per commissionare ad una ditta inglese uno speciale olio capace di contrastare  l'accumulo degli acidi grassi a lunga catena nel cervello, effetto dell'ALD - soluzione nel loro specifico caso dimostratasi purtroppo non definitiva, ma buon punto di partenza nella lotta contro una delle patologie più serie del nostro tempo.

In pratica, mentre non cessano di emergere nella nostra società i casi in cui il potere della volontà, della dedizione e dell'amore sfidano anche logiche umane consolidate,  si evidenziano pure i limiti della specializzazione che, da una delle molle del  progresso del XX secolo, rischia oggi di diventare  un handicap  per eccesso d'uso. Forse non ce ne stiamo accorgendo abbastanza,  ma l'invadenza nella vita coniugale, familiare, scolastica, e della salute fisica e psichica di troppi specialisti se si rivela certo positiva per l'occupazione nel campo della professionalità degli studi  a pagamento, apre seri dubbi sui reali vantaggi che l'intervento di tanti psicologi, psicoanalisti, consulenti legali e magistrati, medici ecc...apporta alla nostra vita di tutti i giorni.  A guardarsi intorno e a leggere le cronache di famiglie, scuole, vicinati, tribunali e ospedali emerge come tali istituzioni mai siano state tanto scombinate come oggi; ciò, nonostante gli interventi degli specialisti di settore -  bravissimi nei rispettivi campi di competenza  ma non di rado carenti in termini generali di buon senso e opportunità.  E anche volendo  non dare peso eccessivo  ai recenti casi-limite  di cronaca su certe cliniche e  agenzie dei farmaci, su psicotici troppo disinvoltamente  lasciati  liberi e rovinosamente recidivi  e su genitori troppo presto e cervelloticamente privati della patria potestà sui figli, rimane  nelle nostre società massificate,  in bilico sulla china della violenza, del sopruso e,  più ancora,  all'illecito travestito da brillante  spot o sito Internet,  un terreno prezioso da dissodare:  quello del  pensare con la propria testa  creandosi  una buona cultura personale -  che è cosa diversa  dalla tanta  informazione superficiale e contraddittoria  dei nostri tempi. Solo così tutti,  o quasi,  si può  interpretare velocemente, correttamente e autonomamente la realtà  di tutti giorni fatta di bollette,  piani di ammortamento mutui,  referti medici, giudizi sull'andamento scolastico dei figli, ecc ...  che se demandati soltanto  agli esperti implicano grandi perdite di tempo e di denaro e, peggio ancora,  l'atrofizzazione  a breve di vitali e immediate competenze  di base iscrittesi nel DNA della specie umana nel giro di secoli e millenni. Per essere ancora più chiari,  in società ad alta acculturazione come le nostre  è  incredibile come troppe persone abbiano bisogno di arrivare all'estremo dell'intervento della magistratura per difendersi dalle evidenti turlupinature delle tante vanne marchi  e simili,  in tailleur o senza,   in camice o senza, che imperversano nell'aere  e fuori di esso trasudando inganno e falsità da tutti pori  incompatibile con ogni minimo di buon senso e avvedutezza.

In tale quadro, l'esempio degli Odone con la loro cultura, pazienza e dedizione ammirevole e mai arrendevole  alla causa della salute e della vita del loro figlio, è uno destinato a rimanere,  più ancora che  in virtù di  bei libri e film prodotti come testimonianza e caso da manuale in cui il rispetto per la scienza, gli scienziati  e le specializzazioni non si trasforma,  in un tempo di eccessiva commercializzazione anche in quei settori, in sudditanza psicologica,

(23 giugno 2008)