Home » Rubriche » Informiamoci
stampa
 
 
A cura di Giulia Galetto
Dichiarazione dei redditi on line: possibile il risarcimento del danno
Dichiarazione dei redditi on line: possibile il risarcimento del danno

In questo articolo ho deciso di affrontare un argomento che nelle ultime settimane è stato di interesse per molti,ossia la pubblicazione on line delle dichiarazioni dei redditi.

Come è stato letto già in molti quotidiani la Procura di Roma ha aperto un inchiesta immediatamente dopo la pubblicazione su internet dei redditi degli italiani. Il reato che è stato ipotizzato dalla Procura è la violazione dell'articolo della legge privacy che punisce il trattamento illecito dei dati personali.

In pratica, la divulgazione di tali dati ha determinato una esposizione rischiosa delle persone poiché la pubblicazione indiscriminata non è consentita.

Dopo qualche giornata di furiose polemiche il Garante della Privacy ha ordinato lo stop delle pubblicazioni on line.

L'agenzia delle Entrate si è difesa sostenendo che di aver agito in forza di una disposizione normativa (art 69 DPR 660/1973) approvata nel 1973 (!), quando ancora il legislatore neppure poteva prevedere che 35 anni dopo sarebbe esistito un sistema di comunicazione come Internet.

È evidente che oggi il trattamento di dati personali e delicati come le dichiarazioni dei redditi è da disciplinarsi in modo diverso rispetto al 1973 e l'Agenzia delle Entrare è da considerarsi responsabile, in qualità di titolare del trattamento, di aver illegittimamente diffuso tali dati.

Ad ogni modo mi interessa far presente a chi legge che, se qualcuno si sentisse realmente violato e danneggiato da tale pubblicazione o leso nel proprio diritto, è prevista la possibilità di richiedere un risarcimento del danno in base al generale e fondamentale principio secondo cui: "Chiunque cagiona ad altri un danno per effetto del trattamento di dati personali è tenuto al risarcimento dei danni".

Il danno che ne è derivato va ben al di là della semplice pubblicazione da parte dell'Agenzia delle Entrate.

Problemi quali il furto d'identità (all'ordine del giorno sul web) e conseguenti truffe sono più che mai plausibili e possibili.

C'è da tenere presente che un gran numero di persone esperte di internet , prima della (teorica) chiusura della pubblicazione , ha copiato l'archivio delle dichiarazioni dei redditi. Questi dati ora esistono indipendentemente dall'Agenzia delle Entrate e potrebbero essere pubblicati, a breve, su chissà quanti server, magari situati in stati presso cui potrebbe essere difficile, se non impossibile, chiederne la rimozione.

Pertanto il pericolo di oggi è che numerosi siti internet, nonostante il divieto del Garante della Privacy, permettono ancora di visionare i redditi dei contribuenti. A tal proposito si segnala che la Polizia Postale si è impegnata a collaborare con le varie associazioni di consumatori al fine di individuare i siti che violano le delibere del Garante. Mentre le associazioni di consumatori hanno già predisposto moduli per la richiesta del risarcimento del danno.

studio.galetto@virgilio.it

 

 

(20 maggio 2008)