A REGOLA D’ARTE il nuovo libro di Stefano Tura

Un pomeriggio di fine luglio, il Bagno Le Piramidi del Lido di Spina – Comacchio e Confesercenti di Ferrara hanno ospitato la presentazione, in anteprima del “Festival Cesenatico Noir”, del nuovo thriller “A REGOLA D’ARTE” di Stefano Tura.

L’autore bolognese, prima giornalista a Il Resto Del Carlino, poi in RAI come inviato di guerra in ex Jugoslavia, Afghanistan, Iraq e Sudan e da una decina di anni Corrispondente RAI da Londra, ha concesso all’amico William Carli, titolare del sopra citato stabilimento balneare, l’esclusiva presentazione del suo ultimo lavoro come scrittore di “noir”, per questo genere già più volte premiato in concorsi letterari.

Avevo letto, alcuni giorni prima, su un quotidiano della riviera romagnola, di questo evento e lo attendevo con curiosità, impazienza ed un particolare interesse, come mi succede quando avvenimenti, di vario genere culturale, riguardano in qualche modo un mio vissuto, nel caso specifico, negli anni ”70, una mia particolare presenza a Londra.

Per la verità non sono molto amante di questo genere letterario ma l’insieme delle cose ha fatto sì che arrivassi all’incontro con almeno mezz’ora di anticipo. Questo spazio temporale mi ha consentito di presentarmi a Stefano e a Franca, la sua anima, avviando un cordiale e simpatico dialogo, prima sui miei trascorsi londinesi, poi sui più attuali aspetti economici e sociali in questo scenario provocato dalla Brexit.

Ancora più gradita è stata quindi la presentazione del libro con l’intervento della collega giornalista de “Il Resto Del Carlino” Monica Forti, intervallata dalle domande di un pubblico attento e incuriosito nel sentire la descrizione di ambienti e fatti macabri accaduti in una impensabile Londra, facendo così scivolare l’evento fino a sera, terminato con un gradito buffet.

(nella foto, da sinistra Stefano Tura, Gianni Galetto, William Carli)

L’appassionante lettura del libro, realizzata in pochi giorni, divorando ben oltre 470 intense pagine, mi ha riportato mentalmente a luoghi e ambienti a me ancora noti, anche per più recenti frequenze, grazie alla puntuale e precisa descrizione che ne ha fatto l’autore, facendomi vivere però in una atmosfera delittuosa dove una “qualificata classe superiore” formata da facoltosi imprenditori italiani e da vari diplomatici, rei di inqualificabili delitti, unitamente a gang di malavitosi dediti alle più scellerate attività rendendo invivibile questa incredibile metropoli.

“A REGOLA D’ARTE” contempla tutto questo, non sempre semplice da seguire per l’intersecarsi continuo dei vari episodi, ma l’autore con grande maestria ti conduce per mano fino alla soluzione finale che però lascio ai lettori di questo sorprendente romanzo. Buona lettura.

Gianni Galetto

(A regola d’arte – Piemme Editore – 480 pag. – 2018)

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