Il 2019 per ricordare Peter Maag

Convegni e iniziative in occasione del Centenario della nascita del grande direttore svizzero.

Peter Maag, l’uomo e l’artista

Il 16 aprile 2001 si spegneva a Verona, all´età di 82 anni, Peter Maag, uno tra i più interessanti direttori d´orchestra del secondo Novecento. Nato a St Gallen in Svizzera il 10 maggio 1919, figlio di un teologo di fama e di una violinista, studiò teologia e filosofia con Karl Barth dedicandosi parallelamente ad una solida formazione musicale. Allievo del pianista e compositore Czeslaw Marek, frequentò corsi di perfezionamento tenuti da Alfred Cortot, ma presto rivelò interesse per la direzione d´orchestra. A diciannove anni fu assistente di Arturo Toscanini al Festival di Luzern per la preparazione della Messa di Requiem di Verdi. Ma sarebbe stato Wilhelm Furtwängler, dopo averlo diretto nel quarto concerto di Beethoven, a consigliargli la scelta del podio.

Iniziò la carriera come Korrepetiteur e poi come Kapellmeister nel teatro di Biel – Solothurn, dal 1943 al 1946, continuando ad essere assistente di Furtwängler e successivamente di Ernest Ansermet all´Orchestre de la Suisse Romande.
Fu proprio il repertorio mozartiano quello in cui Peter Maag si costruì rapidamente una fama internazionale come interprete tra i più accreditati della sua epoca. Dopo i veloci successi celebrati nei teatri più prestigiosi  decise di dedicarsi intensamente agli studi filosofici e religiosi abbandonando l’attività artistica. I due anni di assenza dalle scene furono segnati profondamente dall’esperienza spirituale tra i monaci ortodossi del Monte Athos e poi da quella vissuta in India, in un monastero buddhista.

L’attività artistica riprese nel 1964 in qualità di direttore stabile alla Volksoper di Vienna. Da allora in poi, Maag lavorò con tutti i maggiori teatri d´opera del mondo, tra cui la Scala (debutto operistico nel 1969 con la Manon di Massenet con Mirella Freni e Luciano Pavarotti) e il Metropolitan, dove esordì il 23 dicembre 1972 dirigendo il Don Giovanni. La sua attività in Italia fu molto intensa, e in particolare con il Teatro La Fenice di Venezia, dove diresse un vastissimo repertorio sinfonico e lirico,tra cui ricordiamo Tristan und Isolde e  Die Fledermaus. Dal 1984 al 1991 fu direttore stabile a Berna e dal 1983 divenne direttore stabile dell´Orchestra da Camera di Padova, con la quale collaborò fino alla morte registrando per l´etichetta ARTS l’ integrali delle sinfonie di Beethoven e Mendelssohn.

Nel profilo artistico di Peter Maag non va trascurato il lavoro meticoloso per la formazione promozione dei giovani musicisti.
Nel 1988, dopo aver diretto Trovatore al Teatro Comunale di Treviso, propose la realizzazione di un “laboratorio teatrale” per allestire opere insieme a giovani cantanti e direttori d´orchestra. Il progetto si chiamò La Bottega, ed ebbe inizio nel 1989 per la preparazione del Don Giovanni. Il cast vocale veniva selezionato con il Concorso di canto “Toti Dal Monte” e preparato da masterclasses vocali tenute da nomi di prestigio come Leyla Gencer e Regina Resnik.  Alle voci si affiancavano i giovani direttori, assistenti e maestri collaboratori. L’iniziativa prestigiosa  portò a breve la produzione di spettacoli di alto livello come la trilogia delle opere mozartiane, il Falstaff con la regia di Virginio Puecher, il Turco in Italia messo in scena da Ferruccio Soleri, il Rigoletto, Die Zauberflöte e la Carmen allestita da Hugo De Ana.


Il Fondo Peter Maag

Il Fondo Peter Maag nasce a Verona nel 2012 dalla donazione del materiale relativo a “La Bottega”, il celebre laboratorio lirico voluto e istituito dal grande direttore d’orchestra svizzero. Delegato ufficialmente dalla moglie del Maestro, la Sig.ra Marica Franchi Maag per la tutela, la gestione organizzativa e la direzione artistica, è il Maestro Nicola Guerini, direttore d’orchestra e presidente del Fondo.
Guerini ha voluto che proprio Verona – icona della lirica mondiale – diventasse portavoce del pensiero e dello spirito di Peter Maag, nella ricerca e nella valorizzazione dei giovani talenti. Quest’importante iniziativa crea un sodalizio permanente tra il patrimonio di uno dei più grandi direttori d’orchestra del secondo Novecento e la città scaligera, che lo ha conosciuto e amato artisticamente. Per tale progetto Verona, sede ufficiale del Fondo, ha instaurato un dialogo con le diverse realtà del teatro musicale per accogliere la “rinascita” della famosa “Bottega” – che ha ripreso vita nel 2015 con la realizzazione de Le Nozze di Figaro al teatro Rossini di Pesaro.

In questi anni il Fondo ha attuato anche interessanti sinergie e collaborazione con studiosi e Enti e Istituti di Alta Cultura come il progetto The Symphonic sound of Romanticism. Theory and Practice of Conducting in the 20th Century (Il suono sinfonico del Romanticismo. Teoria e pratica della direzione d’orchestra nel ventesimo secolo) in collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini – Venezia e la Sapienza – Università di Roma, il progetto radiofonico I Percorsi del Suono. Ritratti e altri luoghi della Musica in collaborazione con Radio Laghi in Blu, Mantova, a cura di Nicola Guerini.
Tra i membri onorari del Fondo ricordiamo il celebre musicologo americano Philip Gossett e il direttore d’orchestra Donato Renzetti.

Nel 2014 è stato istituito il Premio “Peter Maag”, un riconoscimento ai giovani talenti del panorama musicale internazionale e nel 2013 è nato Il Golfo Mistico, progetto per le attività di studio e la divulgazione della cultura e dell’arte in collaborazione con la Società Letteraria di Verona.
I temi musicali affrontati da specialisti del settore hanno l’intento di istituire un rapporto tra l’arte dei suoni e altre discipline quali la letteratura, la poesia o la pittura, o di considerare quale argomento di studio il profilo storico, musicologico e interpretativo.

«Nel 2019 ricordiamo un grande artista, un didatta e un uomo straordinario. Per le celebrazioni del Centenario dalla sua nascita stiamo riunendo le testimonianze degli artisti e dei collaboratori che hanno conosciuto e lavorato con il M°Maag», sottolinea il presidente del Fondo, Nicola Guerini, «grazie alla disponibilità dei teatri italiani come il Teatro alla Scala, il Maggio Fiorentino, il San Carlo di Napoli e la Fondazione Arena di Verona è possibile raccogliere i programmi dei concerti e delle opere da lui diretti.»
«Sono molto felice che Peter Maag sia ricordato per la sua arte, il suo pensiero, l’attività e la formazione dei giovani talenti», afferma la Sig.ra Marica Franchi Maag, «era un uomo generoso e capace di far esprimere il meglio dagli artisti. Il maestro Guerini si è dimostrato non solo un musicista colto e raffinato ma anche un ottimo organizzatore per le attività del Fondo musicale. Grazie al suo impegno e la sua dedizione Peter Maag è stato ricordato con progetti e iniziative prestigiose e soprattutto si è potuto assistere nel 2015 alla rinascita del laboratorio lirico internazionale, la “Bottega” con Le Nozze di Figaro al teatro Rossini di Pesaro»

 

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