#CANNES72 “Pasqualino Settebellezze”, il film di Lina Wertmüller a Cannes

di Pierfranco Bianchetti *

Mercoledì 22 maggio 2019 alle ore 20.00 nella Sala Buňuel del Palais la proiezione del film culto del 1975 restaurato dal Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale e da Genoma Film

Pasqualino Settebellezze, una candidatura ai Golden Globes e quattro candidature all’Oscar (tra cui quella come miglior regista, prima volta in assoluto nella storia dell’Academy per una donna), è un’apologia intelligente e feroce dell’arte di arrangiarsi e sopravvivere ad ogni costo, tipica della cultura partenopea. Giancarlo Giannini è l’indimenticabile guappo che nella Napoli del 1936 uccide il seduttore di una delle sue sette, brutte sorelle (da qui il suo soprannome) e viene rinchiuso in un manicomio criminale da cui esce come volontario di guerra per finire in un lager tedesco e diventare kapò. Il film è “un ritratto in piedi, tutto negativo, dell’uomo mediterraneo invidiato dai nordici per il suo vitalismo esasperato, biologicamente convinto che sopravvivere è tutto” come scrive Tullio Kezich nella recensione della pellicola che si avvale di un’ottima colonna sonora nella quale Enzo Jannacci canta Tira a campà, con le scenografie espressionistiche create da Enrico Job, marito della regista, con i colori stupendi ad opera di Tonino Delli Colli, maestro della fotografia. Giancarlo Giannini esprime il meglio del suo talento nell’impersonare Settebellezze, il “macaroni di merda”, come lo chiama affettuosamente la kapò del campo di concentramento, una balena glaciale (Shirley Stoler, attrice ripescata dal celebre film I killers della luna di miele), che lui riesce a sedurre facendole l’occhiolino e fischiettandole una bella serenata, pur di salvarsi la pelle. Il restauro di Pasqualino Settebellezze fa parte di un progetto della Cineteca Nazionale che ha già riportato al loro antico splendore opere quali Il portiere di notte di Liliana Cavani, Italiani brava gente di Giuseppe De Santis e i film della pioniera del cinema Elvira Notari, prima donna regista italiana.

*critico cinematografico (Milano)

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