DriveFit: come le neuroscienze migliorino le prestazioni alla guida

Gli “occhiali tecnologiciriducono le violazioni e i comportamenti aggressivi alla guida, e aumentano la capacità di gestire l’attenzione e controllare le interferenze esterne.

I dati emersi da una ricerca dell’Università Cattolica, sede di Milano, documentano come le neuroscienze applicate alla guida migliorino le performance dei drivers.
Se ne è parlato giovedì 3 ottobre in un convegno in ateneo. I drivers che hanno svolto il training cognitivo derivante da pratiche di mindfulness, ovvero tecniche neuropsicologiche volte a rilassare la mente per favorire la concentrazione alla guida, indossando appositi occhiali tecnologici che ne rilevavano il comportamento al volante, hanno dimostrato una diminuzione delle violazioni (-8%) e degli atteggiamenti aggressivi (-12%), e un aumento della capacità di gestire l’attenzione e controllare le interferenze dell’ambiente – riducendo i tempi di reazione del 10% -accompagnato da una maggiore attivazione psicofisiologica (+10%).

Sono i risultati della ricerca DriveFit condotta dal team dell’Unità di Ricerca in Neuroscienze Sociali e delle Emozioni (Dipartimento di Psicologia) dell’Università Cattolica, diretta dalla psicologa Michela Balconi, in collaborazione con Cattolica Assicurazioni.

Riduzione dello stress, efficacia attentiva e controllo della distraibilità mediante interventi neuroscientifici, ha preso le mosse dai dati emersi nel report dello European Transport Safety Council, che hanno evidenziato come, nel 2017 in Italia, si sia verificato un incremento del numero di vittime della strada rispetto al 2016 (+2.9%), con costi stimati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti pari a 19,3 miliardi di euro. L’indagine approfondita delle circostanze alla base dei sinistri stradali ha confermato come nel nostro Paese la distrazione sia la prima causa di incidente, con un peso pari al 16% dei casi.
Poiché tra i fattori che influenzano le prestazioni alla guida ricoprono un ruolo fondamentale le funzioni intellettive e la personalità del conducente, recenti linee di ricerca hanno riscoperto il potenziale di alcune tecniche di controllo dello stress per il potenziamento dell’attenzione, l’inibizione delle distrazioni e la gestione delle risposte da stress disfunzionali.
DriveFit si propone quindi di traslare tali evidenze sperimentali nel contesto della prevenzione di sinistri e dell’intervento sul comportamento di guida, valutando l’impatto di un protocollo intensivo di potenziamento basato su pratiche di mindfulness e mediato dall’uso di devices indossabili su un campione di guidatori.

Il progetto ha coinvolto un campione di 50 persone del Nord Italia sottoposte a prove di guida simulata. L’obiettivo era esplorare il potenziale di dispositivi neurofisiologici innovativi indossabili per il potenziamento della concentrazione e la prevenzione delle disattenzioni mentre si è al volante.
I drivers che hanno preso parte alla ricerca, prima di effettuare la prova di guida simulata, sono stati sottoposti a tecniche mindfulness neuropsicologiche consultando un’applicazione per smartphone che fornisce consigli per rilassare la mente. Hanno poi indossato occhiali tecnologici che consentono di rilevare, in modo non invasivo, l’attività elettrica cerebrale di chi li indossa e fornire feedback in tempo reale sul grado di concentrazione o stress. In questo modo sono stati aiutati a rinforzare il comportamento virtuoso e disincentivare il comportamento inadeguato (distrazioni, calo dell’attenzione, sovraccarico cognitivo).

A questo interessante scenario si aggiungono le evidenze raccolte effettuando prove di guida su strada dopo il training cognitivo, su auto dotate del dispositivo telematico autoinstallante Active Box, soluzione innovativa e digitale Active Auto proposta da Cattolica Assicurazioni, che monitora il comportamento del conducente – e fornisce feedback – attraverso un indicatore (indice di merito) in continua evoluzione sulla base di quattro parametri. Due comportamentali (rispetto dei limiti di velocità e accelerazioni e decelerazioni) e due non comportamentali (chilometri percorsi e fascia oraria in cui si guida).

In entrambe le prove di guida eseguite in seguito alla fase di training neuropsicologico, i drivers mostrano una performance migliorata al volante, associata anche ad una relativa diminuzione del tempo trascorso sopra i limiti di velocità. I drivers hanno svolto pratiche giornaliere di training per tre settimane e le loro abilità cognitive e di regolazione dello stress sono state monitorate prima e dopo il percorso di allenamento e confrontate con quelle di un gruppo di controllo non sottoposto al training per valutare in modo empirico gli effetti dell’intervento con gli occhiali tecnologici.

Foto in evidenza: cattolica.it

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