Coronavirus: chiuse Lombardia e 14 province

Prosegue lo stato di emergenza Coronavirus. Riapre Vo’, ma chiudono la Lombardia e 14 province di Veneto, Emilia Romagna, Piemonte e Marche. Nelle zone rosse, bar serrati alle 18 e centri commerciali off-limits nei weekend

Di: Simone Massenz

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Riapre Vo’, ma chiude l’intera provincia di Padova. Bar serrati alle 18, centri commerciali aperti soltanto dal lunedì al venerdì. Sono queste le tanto drastiche quanto necessarie misure entrate in vigore oggi, domenica 8 marzo 2020, atte a contrastare la diffusione del Coronavirus. Coinvolte la Lombardia e altre 14 province del nord Italia.

Nell’articolo 1 del nuovo decreto governativo, varato nella notte tra sabato 7 e domenica 8 marzo, compare il divieto di ingresso e di uscita dalle seguenti aree: Lombardia, Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano Cusio Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia. Ivi, a detta del premier Conte, “non possiamo più permetterci forme di aggregazione”.

Predisposizioni e precauzioni

“No al Veneto zona rossa” è stata l’immediata reazione di Zaia. La Regione ha quindi inviato a Roma le controdeduzioni dell’Unità di crisi al fine di stralciare le province di Padova, Venezia e Treviso dalle zone rosse. I centri commerciali resteranno aperti dal lunedì al venerdì, mentre rimarranno chiusi musei, centri culturali, stazioni sciistiche e scuole, la cui riapertura, nelle zone rosse e almeno per il momento, è prevista per il 3 aprile. Bar e ristoranti dovranno chiudere alle ore 18.

Ricordiamo nuovamente a chi dovesse manifestare e accusare sintomi quali febbre – superiore a 37,5° – e problemi respiratori di restare a casa e limitare quanto più possibile i contatti sociali.

Spostamenti

Nell’intera Lombardia e nelle 14 province di Veneto, Emilia Romagna, Piemonte e Marche, sussiste il vincolo di evitare ogni spostamento. Possibilità di movimento limitata, dunque, nelle zone più colpite dal contagio. Nondimeno, “Non è un divieto assoluto” spiega Conte, poiché non verranno bloccati gli spostamenti di treni e aerei. Sarà possibile muoversi per esigenze lavorative, emergenze ed eventuali motivi di salute. Infine, il premier lancia un appello, definito di “auto-responsabilità“: per fermare il contagio, egli invita – in particolar modo i giovani – a non “fare i furbi”.

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, 8 marzo 2020 (Gazzetta ufficiale)

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