Lampi News – Sceneggiate covidiane transnazionali

Il Lampi News di oggi si concentra su un Mondo a metà: da un lato, un paradiso uscito dall’emergenza Covid; dall’altro, un inferno in cui la pandemia continua a mordere senza tregua

Di: Andrea Panziera

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Mentre cinesi, giapponesi, sudcoreani, taiwanesi, australiani e neozelandesi sono di fatto usciti dall’emergenza Covid – e le rispettive economie hanno ripreso a crescere -, nella parte occidentale dell’emisfero la pandemia continua a mordere senza tregua.

Di fatto, solo pochi Paesi, per lo più quelli nordeuropei, possono dire di avere la situazione sotto controllo. Anche chi nella prima fase asseriva di aver gestito l’evoluzione epidemica ora sta come – o forse peggio di – noi, che sicuramente non ce la passiamo molto bene. Sebastian Kurz, nomen omen, ha avuto una visione “corta” e ora ha un rapporto fra abitanti e contagiati fra i più alti del Continente.

Potremmo prendere esempio da chi ha quasi risolto il problema; e se proprio non vogliamo usare i metodi invero un po’ troppo autoritari di Pechino, sarebbe sufficiente studiare e adattare alle nostre specificità le misure adottate a Tokyo piuttosto che a Seul. Evidentemente, però, non siamo in grado di farlo o semplicemente non lo riteniamo utile.

Ma intanto i morti continuano a salire e noi ci affidiamo alla speranza risolutiva di un vaccino che, se va bene, sarà disponibile non prima di 6-7 mesi. Nel frattempo, si procede con mini-lockdown localizzati, nella speranza che la situazione non degeneri.

Lampi News: le azioni sui social? Frutto di un’evidente partigianeria

Non contribuisce di certo a rasserenare gli animi il clima di contrapposizione audiovisiva senza soluzione di continuità che impera da settimane in quasi tutti i talk show televisivi fra i cosiddetti esperti o presunti tali. I medici, in qualche caso persino colleghi nella stessa struttura ospedaliera, non perdono occasione per astiose contrapposizioni in punta di scienza virologica. Il tutto con ovvie ricadute sulle menti già confuse e provate degli ascoltatori, che non sanno più a che luminare votarsi.

Come da prassi ormai consolidata, i social amplificano tali dotti confronti con like e interlocuzioni ad minchiam. Azioni queste che sono il frutto esclusivo di un’evidente partigianeria: ormai, nella vulgata comune, si è creato il partito dei medici di destra e di sinistra, come se la loro attendibilità e credibilità fosse in qualche modo riconducibile alle rispettive o presunte idee politiche e non ai dati oggettivi, in primis i numeri di deceduti e infettati.

Peraltro, non è che altrove siano messi molto meglio, anzi. Negli Stati Uniti, a colpi di oltre 1000 morti al giorno, sono arrivati a quota 250.000. E i contagiati sono oltre 11 milioni.

Continua nel mentre la telenovela della successione alla Casa Bianca, con una sola percepibile novità: qualche flebile segnale farebbe ritenere che Mr. Trump, abbandonando la logica del “corvo bianco (Biden, n.d.a.) non avrai il mio scalpo”, stia prendendo in considerazione la eventualità di un trasloco, dopo che anche molti suoi collaboratori e governatori locali di fede repubblicana escludono il tema dei brogli come grimaldello per ribaltare l’esito elettorale.

Un indizio per tutti: con molta probabilità, alla Casa Bianca sono finite le scorte di tintura per capelli color biondo platino senza che siano reintegrate; così, nelle ultime uscite il magnate è apparso di grigio crinito. Quando il colore tenderà al bianco, sarà probabilmente il segnale della resa, con buona pace dei fans che ancora affollano le sue comparsate pubbliche.

Una adorante supporter trumpiana, avvizzita nel fisico e nella mente, intervistata mentre il suo nume si recava al campo da golf, ha dichiarato che il miliardario indebitato, oltre ad essere stato il miglior presidente USA di sempre, sarebbe un dono di Dio. “Please lady, read the Bible again!” Affermazioni come questa sono un invito a nozze per l’ateismo militante.

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