Daft Punk: l’epilogo, 28 anni dopo

Giunge all’epilogo l’avventura del duo parigino Daft Punk, pionieri della musica elettronica riconosciuti a livello mondiale. L’annuncio ieri 22 febbraio sul loro canale YouTube

Di: Arianna Mantoan

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Dopo 28 anni di attività e quattro album all’attivo, il 22 febbraio il duo francese Daft Punk ha annunciato lo scioglimento tramite la pubblicazione del video Epilogue sul proprio canale YouTube.

Si conoscono fra i banchi del liceo Thomas Bangalter e Guy-Manuel de Homem-Christo, trovando da subito l’intesa necessaria per suonare assieme e realizzare i primi esperimenti con sintetizzatori e drum machine. Tuttavia, solo nel 1993 si costituisce ufficialmente il duo “Daft Punk”: il nome, che può essere tradotto come “Stupido Punk”, è volutamente provocatorio. A definirli così è la rivista britannica “Melody Maker”, quando ancora il duo parigino milita all’interno della rock band “Darlin'”.

Armati di autoironia e di caschi inconfondibili, i Daft Punk si dimostrano tutto fuorché stupidi: nel corso della loro carriera, oltre a collezionare numerose nomination a premi prestigiosi, rivoluzionano il contesto della musica elettronica degli anni Novanta-Duemila.

La discografia

Ogni album segna una fase specifica della crescita artistica del duo, rompendo sempre il senso di continuità tra un disco e l’altro. La prima pubblicazione, Homework, mescola al suo interno sonorità techno su ritmi e tempi della musica house. Il secondo album, Discovery, li lancia sul panorama mondiale con melodie disco music e synth-pop che rimandano agli anni Ottanta.

Il terzo album, Human after all, è il più sperimentale di tutta la discografia, con beat ripetitivi ancora una volta molto simili alla techno. Infine, l’ultimo disco, Random Access Memories, porta il segno di collaborazioni con artisti del calibro di Giorgio Moroder, Nile Rodgers e Paul Williams.

Nessuno dei due artisti ha rilasciato dichiarazioni in merito alla separazione. Questo ci fa sperare che, nonostante lo scioglimento ufficializzato, un giorno sarà possibile rivederli assieme sul palco, impegnati a suonare la colonna sonora di un’intera generazione. One more time.

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