Lampi News – L’ultima mazurka dell’ambasciatore di Romagna

L’odierno Lampi News saluta Raoul Casadei, ambasciatore del buonumore, della leggerezza, della spensieratezza

Di: Andrea Panziera

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Non sono in grado di dire se il dono dell’allegria possa costituire un parametro attendibile per validare l’importanza di una qualsiasi espressione artistica. Probabilmente no, anche se, in questo caso, eviterei di addentrarmi nel terreno scivoloso dell’equiparazione del termine “importanza” con “qualità assoluta”.

Di opere frutto dell’ingegno artistico dell’uomo ne esistono sicuramente molte che non possono essere considerate capolavori assoluti, ma che hanno lasciato, per un verso o per un altro, una traccia indelebile lungo il loro percorso. Una delle cose che più infastidiva Raoul Casadei era proprio questa, l’appellativo di “musica di scadente qualità” con cui critici e presunti esperti catalogavano il liscio.

L’ambasciatore del buonumore

Io non sono mai stato un frequentatore di balere o di sagre paesane e le mie orecchie volgono la loro attenzione verso altri spartiti. Ma non posso fare a meno di provare fastidio per tutte quelle forme di superbia culturale che pretendono sempre e comunque di essere depositarie della verità assoluta.

Sì, è vero: Romagna mia, Ciao mare e tutta la produzione della premiata ditta “Vai col liscio & C.” si basa su un numero assai limitato di accordi. Una sorta di “zum pa pa” declinato in modi e forme spesso assai simili fra loro.

Tuttavia, come hanno sempre dichiarato Casadei e i suoi numerosi emuli, il loro obiettivo non era quello di essere ricordati per sinfonie immortali. Né per fraseggi rivoluzionari, per melodie memorabili, per testi poetici. Molto più semplicemente, volevano regalare buonumore, leggerezza e spensieratezza alle persone comuni, a chi faticava tutta la settimana e aspettava il sabato e la domenica per liberarsi dagli affanni quotidiani, dai pensieri e dalle preoccupazioni. La musica come valvola di sfogo, come doccia sociale che lava con brio sgambettante la fatica del lavoro e le difficoltà della vita.

Il saluto di Lampi News a Raoul Casadei

Chiedano i sapienti musicofili criticoni agli “avanzi da balera” – così li definivano con disprezzo – quale sia stato l’effetto di una sana sudata danzante sulla loro psiche. Quale quello sui loro affetti, sulle loro relazioni umane e sentimentali. E non solo nella Riviera adriatica, ma in tutta Italia, nonché, lo dico senza tema di smentita, in molte parti del mondo.

Cari signori, voi dimenticate che, assieme a Fellini, il marchio della Romagna è indissolubilmente legato alla famiglia Casadei e ai tanti imitatori e seguaci. Sarebbe interessante chiedere alle moltitudini di stranieri che tutte le estati affollano quel pezzo di mare quanto abbia influito sulla loro scelta quella gioia di vivere che caratterizza inconfondibilmente le note di una canzone come Romagna mia.

Causa pandemia, non ci saranno una mazurka o una polka ad accompagnare l’ultimo viaggio di Raoul. Idealmente, però, ci saranno tutti coloro che per una sera, grazie a lui, hanno dimenticato angustie e avversità. E che magari hanno conosciuto la donna o l’uomo della loro vita. Loro ci saranno e gli rivolgeranno un fragoroso e riconoscente applauso. Probabilmente, l’unico commiato che realmente lo avrebbe reso felice.

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