Quando YouTube incontra la divulgazione scientifica – Il Faro dei Curiosi

Il Faro dei Curiosi

Una biologia dall’accento romano: Jacopo De Luca ci conduce al “Faro dei Curiosi”, per fare un po’ di luce sulla scienza

Di: Chiara Tomasella

LEGGI ANCHE: Quando YouTube incontra la divulgazione scientifica – Geopop

Ognuno di noi ha una luce, una piccola lanterna che può puntare dove desidera. Sta a noi decidere di puntarla in quelle zone più buie dove l’uomo, per pigrizia o negligenza, non vuole avventurarsi. Forse la piccola luce di un faro sulla costa non farà attraccare le grandi navi nel porto, ma potrà essere un punto di riferimento importante per tutti coloro che vogliono dominare le onde della loro stessa curiosità.

– Life, Il Faro dei Curiosi

Il Faro dei Curiosi ha, come fondamenta, uno stretto legame d’amicizia, tanta passione e un pizzico di poesia.
Tra le pietre d’angolo del progetto ci sono un numero spropositato di bastoncini di cotone sottratti alle spiagge del litorale laziale, un’inesauribile vena ironica e la volontà di comunicare al pubblico in maniera accessibile e discorsiva.

Per il ruolo di mascotte del Faro, invece, fanno a gara tra loro le rane e i tricotteri, un ordine di insetti che allo stadio larvale vive in acqua dolce. Questi animaletti, nel corso del loro primo anno di vita, si proteggono all’interno di una sorta di guscio cilindrico che si forgiano da sé, raccogliendo solitamente sabbia e piccoli detriti per costruirlo. Ultimamente, tuttavia, oltre a pezzettini di foglia, corteccia, rocce e altro materiale naturale, essi hanno imparato a inglobare nel loro guscio anche microplastiche di diverse tipologie (come PVC e PET): tale comportamento è stato studiato da Luca Gallitelli, cofondatore del progetto del Faro.

Nell’articolo che ne tratta, disponibile su Nature, il biologo ha evidenziato inoltre come anche alcuni efemerotteri (come Ephemera danica) interagiscano facilmente con i substrati di plastica, utilizzandoli come nascondiglio preferenziale per la facilità con cui il leggero materiale può essere spostato dalle loro zampette.

Tutto ciò, ovviamente, non costituisce un segnale positivo per l’ecosistema.
IL COMPORTAMENTO UMANO

La nostra specie si distingue – purtroppo – dalle altre per la capacità di contaminare gli ambienti in cui vive.
Homo sapiens, tuttavia, è pur sempre un animale, anche se abbiamo la tendenza a dimenticarlo.

Nonostante il nostro “essere evoluti”, c’è ancora qualche vestigia di comportamenti puramente dettati dal nostro “lato ancestrale”? Rimane qualcosa, in noi, che si esprime in maniera automatica e modulare?

Fixed Action Patterns

La risposta, secondo l’etologia umana, pare essere affermativa: prima che entri in gioco il fattore “apprendimento”, mettiamo in atto azioni indipendenti dal contesto in cui cresciamo. Esse, dunque, sono strettamente legate alla nostra biologia pura e semplice, senza altre sovrastrutture.

Studiare qualcosa che si esprime in maniera innata è estremamente complesso, nell’attuale contesto sociale; per questo motivo, i FAP si riconoscono soprattutto nei neonati, o nel comportamento degli adulti nei confronti della prole. Vi sarà capitato di notare come sia frequente e comune, ad esempio, innalzare di un’ottava la voce di fronte a un cucciolo, con aperta tenerezza: nel tempo, tale risposta è stata selezionata positivamente in quanto adatta a manifestare assenza di aggressività, cosa a cui si adegua la mimica facciale. Al contempo, essere in grado di suscitare una reazione benevola e protettiva in un individuo adulto è una caratteristica necessaria ai piccoli per farsi accudire e sopravvivere, come evidenziato anche dalla psicologia.

Il più inatteso FAP è ancora una volta legato alla sfera emotiva: si tratta del sorriso, che anche i bimbi sordi e ciechi sono capaci di mostrare del tutto spontaneamente, così come spontaneamente si è portati a ricambiare.

CONCLUSIONI

Il Faro dei Curiosi è un luogo di scoperte, aperto a chiunque voglia approdare alla riva di cui è custode. Per ora, il canale conta poco più di 200 iscritti, per cui c’è spazio a sufficienza per nuovi marinai che abbiano il desiderio di dirigervi le vele. Ecco dunque qualche soffio di vento per gonfiarle:

  • Una proposta di nomenclatura binomiale per mondo Pokémon, o: come applicare la sistematica alla linea evolutiva di Charmander;
  • Oikos Film: un documentario per spiegare l’ecologia romana e ripensare l’immagine della nostra capitale.

About the Author

Chiara Tomasella
Scrivo per passione da quando ho imparato a farlo, cercando di trasmetterla - Dopo essermi laureata in Lettere Moderne all'Università di Udine, ho concluso il percorso magistrale in Editoria e Giornalismo nella città di Verona. Collaboro come redattrice al blog "Cogito et Volo", curando la sezione di Racconti e Poesie.
Advertisment ad adsense adlogger