Fedez e il monologo della discordia

Fedez continua a far parlare di sé: richiesto l’intervento di Mario Draghi per aiutare il mondo dello spettacolo

Di: Arianna Mantoan

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L’attesissimo Concerto del Primo Maggio si è tenuto ormai tre giorni fa, ma il clamore suscitato dal monologo del rapper Fedez non sembra destinato a placarsi. Non è la prima volta che il rapper si fa portavoce di questioni sociali e politiche che non trovano riscontro né spazio all’interno del dibattito pubblico italiano. Basti pensare all’istituzione di un Fondo per la salvaguardia delle maestranze in difficoltà, idea partita dallo spunto della protesta “Bauli in piazza” e proposta a ottobre 2020 per arginare la crisi del settore dello spettacolo.

Cosa prevede il Ddl Zan

Questa volta, a “venire al pettine” è stato il nodo costituito dall’approvazione del Ddl Zan. Tale disegno di legge, contro l’omofobia e la transfobia, mira a estendere alcuni passaggi del Codice penale alle discriminazioni basate su sesso, genere, orientamento sessuale e identità di genere. Di fatto, con questa norma l’omofobia viene equiparata al razzismo e all’odio su base religiosa; il tutto aggiungendo alle discriminazioni razziali, etniche o religiose anche quelle basate sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sulla identità di genere e sulla disabilità. Pertanto, ogni istigazione a commettere discriminazioni o violenze di stampo omofobo prevede pene detentive fino a 4 anni.

Il monologo di Fedez

Il rapper non ha mai fatto mistero sui social del suo sostegno per tale disegno di legge. Da qui la scelta di sfruttare il palco del Concerto del Primo Maggio per sottolineare come la norma, approvata dalla Camera lo scorso 4 novembre, sia ferma in Senato da mesi. Ha inoltre colto l’occasione per “fare nomi e cognomi” di esponenti della Lega autori di dichiarazioni omofobe.

In aggiunta, l’artista ha denunciato pubblicamente la richiesta della Rai di inviare preventivamente il contenuto del suo intervento e di “omettere i partiti e i nomi e di edulcorarne il contenuto”. La polemica con l’emittente, diventata un caso politico nel giro di ventiquattro ore, ha riportato in luce la cosiddetta “lottizzazione” della RAI. Staremo a vedere come evolverà la situazione, soprattutto considerando che a breve sarà necessario rinnovare il Consiglio d’Amministrazione, in scadenza a fine giugno 2021.

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