GIORNALmente – 23 maggio: la strage di Capaci

Cr. ph. Lannino &amp, Naccari/Studio Camera

GIORNALmente, la pillola giornaliera che nutre la mente: il 23 maggio 1992 avviene la strage di Capaci, in cui muore il magistrato antimafia Giovanni Falcone

Di: Annalaura Casciano

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Il 23 maggio 1992 avviene la strage di Capaci, azione ad opera della mafia in cui muoiono il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie e la scorta. L’attentato si consuma tramite l’esplosione di una bomba su un tratto dell’autostrada A29, al cui interno ci sono 500 kg di tritolo. La detonazione, ore 17:57, causa anche una ventina di feriti.

La morte di Falcone viene programmata già a fine 1991, con diverse tecniche e modalità. Tutte le riunioni decisionali vengono presiedute dal boss Salvatore Riina. Egli decide che la morte di Falcone deve avvenire in Sicilia e successivamente opta per l’esplosivo, posto in una fessura della strada all’altezza di Capaci.

Il 23 maggio, uomini della mafia si riuniscono per scoprire l’orario di arrivo di Falcone in Sicilia e passare all’attacco. Dopo l’esplosione, Falcone e la moglie vengono trasportati in ospedale: sono ancora vivi, ma la morte sopraggiunge di lì a poco. La prima macchina coinvolta ha al suo interno gli agenti di scorta, che invece muoiono sul colpo. Gli agenti della terza macchina riescono ad uscire vivi, ma feriti.

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