Coronavirus: l’Università di Verona punta sull’e-learning

A causa dell’emergenza Coronavirus, da lunedì 2 marzo le attività didattiche dell’Ateneo scaligero riprenderanno per via telematica tramite la piattaforma e-learning. Ancora chiuse biblioteche e aule studio

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In attesa della formalizzazione della proroga di chiusura nelle zone a rischio Coronavirus, l’Università di Verona lavora con costanza per ridurre al minimo il disagio per studenti e personale. Le lezioni presso l’Ateneo scaligero riprenderanno per via telematica lunedì 2 marzo tramite la piattaforma e-learning. Secondo quanto scritto dal Magnifico Rettore Pier Francesco Nocini (clicca qui), le attività che non potranno essere erogate in questa modalità saranno ri-calendarizzate. Restano chiuse biblioteche e aule studio, mentre proseguono attività accademiche e amministrative. Sulle pagine Web dei singoli corsi di studio sono indicate le scadenze aggiornate per la consegna delle tesi di laurea.

“Ci tengo a fare presente – spiega il Rettore Nocini – che il nostro ateneo fin dall’inizio è in costante contatto con il ministero della Salute e con il presidente della Regione Veneto […]. Le normali attività riprenderanno non appena possibile, ma, nel caso in cui venissero confermate le disposizioni sulla sospensione, l’ateneo si è organizzato per garantire modalità telematiche al fine di ridurre il più possibile il movimento delle persone. Sono consapevole delle difficoltà dovute a questa situazione, ma confido nella comprensione e collaborazione da parte di tutti”.

Il lavoro agile e la priorità del corpo studentesco

Nel periodo interessato dal provvedimento sarà esteso il lavoro agile a tutto il personale tecnico e amministrativo residente o domiciliato nelle Regioni a rischio. Ciò avverrà in caso di presenza di figli – a fronte della chiusura dei servizi educativi -, di figli con disabilità certificata e di specifiche situazioni cliniche certificate dal medico del lavoro.

Il Magnifico Rettore ha convocato lunedì 2 marzo la delegata alla Comunicazione Nicoletta Zerman e il delegato alla Didattica Federico Schena. Si presenta la necessità di riferire alla Governance tutte le misure adottate per non far ricadere sul corpo studentesco gli effetti negativi della necessaria sospensione.

Contro il Coronavirus, un’Università all’avanguardia

L’emergenza Coronavirus ha costretto gli Atenei italiani a spingersi sempre più verso l’erogazione on line degli insegnamenti. Ad oggi, l’Università di Verona se la gioca alla pari con i più prestigiosi College mondiali, come Oxford, Cambridge, Harvard, MIT e Stanford.

Il gruppo di tecnici informatici dell’ateneo ha messo a disposizione dei docenti un sofisticato sistema atto a recuperare le lezioni on line. Da un lato, questo sistema può offrire una concreta e semplice modalità di recupero della didattica annullata; dall’altro, esso permette di sperimentare la didattica a distanza, trasformando le difficoltà in opportunità.

“Con un sistema e-learning nato oltre un decennio fa – precisa Michele Bianco, dirigente dei tecnici –  l’Università scaligera ha via via creato un’infrastruttura di supporto e affiancamento solido alla didattica tradizionale, il blended learning, in cui il percorso online non si sostituisce alla lezione frontale ma le fa da corollario, potenziandone l’efficacia e arricchendola in termini di contenuti e strumenti. Al sistema open source più adottato a livello mondiale per la gestione dei contenuti multimediali, Moodle, dallo scorso anno si è aggiunto, primo a livello nazionale, un sofisticatissimo software di videoregistrazione delle lezioni, Panopto, nato da uno spin-off della Carnegie Mellon University e utilizzato nei più prestigiosi atenei mondiali”. 

In questo modo, quindi, l’emergenza in corso ha fatto scoprire una realtà veronese di eccellenza

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