Lampi News – Il vecchietto dove lo metto?

Nel Lampi News odierno parliamo di un nuovo pericolo incombente, l’inadeguatezza ad affrontare crisi pandemiche improvvise da parte delle strutture socio-sanitarie-assistenziali

Di: Andrea Panziera

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In questi giorni, i numeri delle persone infettate da Covid-19 stanno pericolosamente aumentando a livello mondiale e soprattutto europeo. Al momento, la situazione del nostro Paese presenta tuttavia minori criticità rispetto a quella di Francia, Spagna, Belgio e Germania.

Una precisazione: non mi interessa disquisire su argomenti che lascio volentieri ai patiti “socializzati”, che fanno le pulci alle dichiarazioni di questo o di quell’esperto, evidenziandone presunte contraddittorietà, corifei di una levata di scudi contro le limitazioni imposte dalle Autorità che pongono limiti al diritto fondamentale dell’individuo, quello della libertà.

A tutti costoro rispondo in modo lapidario. Rispondo, cioè, come risponderebbe chi proprio da una sagoma di marmo con acclusa foto non può più farlo: “sappiate che la vostra libertà finisce nel momento in cui il suo esercizio rischia di mettere a rischio la salute e non di rado la stessa vita degli altri”.

Punto e a capo. Quello di cui voglio occuparmi è invece un nuovo pericolo incombente. Un pericolo di cui già si intravvedono le prime avvisaglie, che grava sulle persone più fragili, in primis gli anziani. L’emergenza dei mesi scorsi ha portato alla luce, oltre alle gravi lacune della attività di prevenzione a livello territoriale causate dalla cronica carenza di risorse conseguente a tagli di quasi tutti gli Esecutivi degli ultimi decenni, una inadeguatezza ad affrontare crisi pandemiche improvvise da parte delle strutture socio-sanitarie-assistenziali per anziani, disabili e soggetti di ogni età in esse ricoverati per necessità di riabilitazione fisica.

Lampi News: il problema delle RSA

Da anni le RSA Residenze Sanitarie Assistenziali -, per prime le Case di Riposo per Anziani, sono strutture a regime misto; ciò significa che il costo, a seconda della diversa condizione economica dell’ospite, viene sostenuto congiuntamente o meno dall’utente (ovvero i suoi familiari), dal Comune o dal Servizio Sanitario in capo alla Regione.

Chi ha una certa dimestichezza con queste realtà a causa di problematiche familiari, come lo scrivente, ne conosce caratteristiche e funzionamento, pregi e difetti. La ammirevole abnegazione di molti operatori si accompagna alla scarsa empatia o approssimazione di qualche dirigente, con una valenza quasi generale. I Comitati dei parenti, a volte esistenti, altre no, contano poco o nulla. E anche la dichiarata funzione consultiva trova scarsa applicazione pratica. Inoltre, si pagano rette di norma superiori al costo all inclusive di una normale badante, ma ogni richiesta o suggerimento viene considerata come indebita ingerenza, se non come atto ostile.

Si è scritto molto su quanto accaduto nelle RSA durante i mesi più acuti della pandemia. Ad ora sono in corso numerose inchieste della magistratura, che stabiliranno omissioni e responsabilità. Questo anche se la percentuale dei decessi rispetto ai ricoverati fa intuire che in alcune regioni si sia operato meglio che in altre.

Il problema è che oggi, stante quella che si preannuncia come una possibile seconda ondata pandemica, la situazione economica di questi Istituti è gravemente compromessa. In molti casi, si rischia addirittura una chiusura.

Le tre cause della crisi

Come evidenziano alcune Associazioni, le cause di questa crisi sono principalmente tre: l’aumento dei costi durante l’emergenza Covid-19 per l’acquisto di mascherine, tute, guanti e per la cura stessa degli anziani colpiti dal virus; il calo delle entrate perché i nuovi ricoveri nelle RSA sono bloccati, se non estremamente problematici; infine, il mancato pagamento da parte dei Comuni per servizi quali i centri diurni, che sono stati sospesi per fermare il contagio.

Da qui la assoluta necessità di interventi rapidi e mirati a livello territoriale. Interventi dovuti e necessari non solo per una questione di rispetto e civiltà nei confronti delle persone più deboli, ma anche al fine di evitare conseguenze ancora peggiori sull’intero tessuto economico-sociale del Paese, soprattutto in termini di occupazione.

Rifletta attentamente chi, soprattutto per motivi di logora bandiera ideologica, si rifiuta pervicacemente di attingere a tutte le risorse oggi – non fra mesi – disponibili da utilizzare nel settore della sanità in ogni sua possibile articolazione.

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