Il lato pratico della scienza, con Steve Mould Science

Di: Chiara Tomasella

LEGGI ANCHE: Quando YouTube incontra la divulgazione scientifica – Polynerdeia

Presente su YouTube dal 2009, Steve Mould è un divulgatore britannico noto sia per i suoi libri che per i suoi spettacoli dal vivo. Inizialmente, ricarica sul proprio canale clip riprese da programmi televisivi cui ha partecipato, come Blue Peter: qui vengono spiegati il fenomeno dell’elettricità statica, il motivo per cui la luce solare cambia colore al tramonto, il modo in cui il nostro corpo reagisce alla paura o, ancora, come incendiare le onde sonore. No, non sto scherzando.

Il canale di Steve è interamente in lingua inglese, ma molti dei suoi video includono sottotitoli; facendo spesso riferimento ad esperimenti mostrati allo spettatore, inoltre, risulta veramente molto facile seguire la spiegazione. Inizialmente, le clip sono brevissime, di appena pochi secondi; il format principale, con il tempo, arriverà invece ad una lunghezza media di 5-10 minuti.

GLI ESPERIMENTI: IL CUORE DELLA SCIENZA

Fino ad ora, con la nostra rubrica, abbiamo trattato principalmente il lato teorico della scienza; Steve Mould ci aiuta a scoprirne il lato concreto, che nasce dall’osservazione e, soprattutto, dal porsi domande sul perché delle cose.

Per esempio: è possibile spiegare il principio della conservazione del momento angolare creando in casa propria un piccolo tornado infuocato?

A quanto pare, la risposta a questa domanda è:

No, Steve non è un piromane, ma escogita modi creativi per attirare l’attenzione del suo pubblico – Più appariscente e spettacolare è un fenomeno, più gli si presta attenzione, dopotutto.

Un secondo esempio: è possibile parlare di intelligenza artificiale e modelli matematici partendo da un semplice giochino per smartphone (nella fattispecie, 2048)?

Di nuovo, la risposta è . Questa volta, però, Steve non è da solo: l’ospite della puntata è James Grime, autore, tra le altre cose, di una playlist di ben 171 video a tema matematico.

Le collaborazioni, all’interno del canale di SMS, sono più d’una e coinvolgono anche persone che non lavorano con YouTube: l’ultimo video realizzato racconta di come la modellizzazione 3D e lo studio dei flussi d’aria all’interno di uno specifico ospedale abbia favorito l’isolamento dell’area infetta da quella per i ricoveri ordinari. L’azienda che se n’è occupata è la Dassault Systèmes, che ha inoltre valutato quale fosse il miglior tipo di visiera per la protezione individuale: migliorare la circolazione dell’aria e l’efficienza dei DPI sono entrambe soluzioni da non trascurare per combattere l’emergenza sanitaria, e la scienza può venire incontro all’ottimizzazione delle buone pratiche per diminuire le probabilità di contagio.

ILLUSIONI OTTICHE E ALTRI CONSIGLI

Probabilmente chiunque ha già sperimentato gli effetti distorcenti che ha fissare un’immagine in movimento (es. una spirale, una serie di losanghe che si ritirano le une nelle altre, cerchi concentrici, ecc) e guardare qualsiasi altra cosa subito dopo. Normalmente, si propongono questi trucchi visivi per dare un’idea di come sia visto il mondo da chi è sotto l’effetto di sostanze stupefacenti: tuttavia, è possibile utilizzarle anche per parlare del funzionamento dei nostri neuroni.

Alcuni di essi, infatti, sono preposti all’individuazione del movimento e si attivano non appena lo riconoscono in una realtà osservata: se vengono continuamente stimolati a seguirlo, faticano a disattivarsi all’interrompersi dello stimolo, continuando a proiettare la percezione di movimento anche altrove. Ciò non succede soltanto in presenza di un’illusione ottica creata ad arte: è lo stesso fenomeno che ci capita di sperimentare quando il mezzo in cui viaggiamo si ferma e ci sembra che il paesaggio oltre il finestrino stia in realtà scorrendo ancora, molto lentamente, nella direzione opposta alla precedente. Tale fenomeno viene definito “motion after effect”, ed è una delle molte prove dell’inefficienza dei nostri organi di senso: non fidarsi di ciò che ci comunicano è una tra le più antiche lezioni della filosofia, ma la scienza ci consente di aggiornarne man mano i risvolti.

UNA BREVE WATCHLIST
  • Per i nerd della matematica: il dibattito sull’utilizzo di Tau vs. Pi, dal canale di Numberphile;
  • Perché l’olio di semi di zucca ha due colori? Una spiegazione del dicromatismo;
  • Sophie Germain, Ernst Chladni e il comportamento delle “lastre vibranti”: è possibile disegnare i suoni?