Esposta all’Arena la “Sacra Famiglia” di Maria Callas

L’opera d’arte “Sacra Famiglia” di Maria Callas esposta per una sera all’entrata dell’Arena di Verona, laddove il soprano la ricevette da Giovanni Battista Meneghini

Di: Pierantonio Braggio

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In occasione di “Turandot”, presente il Sindaco di Verona, Federico Sboarina, dei Dirigenti di
Fondazione Arena e del Direttore della Casa Museo della Fondazione Paolo e Carolina Zani,
Massimiliano Capella, una piccola, settecentesca tela, dal grande valore storico e dall’ancor più
grande valore simbolico, raffigurante una Sacra Famiglia, è stata esposta, al pubblico, per una sera,
all’ingresso della platea e foyer dell’Anfiteatro Arena.

Era il 1° agosto 2021, data dal grande valore
storico, per la lirica, essendo l’anniversario, esatto, della data in cui, nel 1947, Maria Callas
ricevette dall’imprenditore Giambattista Meneghini, poi marito della cantante, il prezioso dipinto.
Per la storia: fu la sera del 2 agosto 1947, che l’ancora quasi sconosciuto soprano avrebbe fatto il
suo vero debutto internazionale, come protagonista de La Gioconda di Ponchielli, accanto ai già
affermati Richard Tucker, Elena Nicolai, Carlo Tagliabue e Nicola Rossi Lemeni. Sul podio era il
grande maestro italiano Tullio Serafin, il quale, oltre ad essere stato il direttore d’orchestra
areniano, per la storica prima Aida del 1913, sarebbe stato il punto di riferimento assoluto, per tutta
la carriera della Callas, l’esito della cui recita fu trionfale e consacrazione di una stella, ancor oggi
indimenticata e indimenticabile, quale massima protagonista, nel mondo lirico.

Le amorevoli
attenzioni di Giambattista Meneghini (1896-1981), per la giovane Maria Callas – al secolo: Maria
Anna Cecilia Sofia Kalogeropoulos, 1923-1977 – da poco a Verona, crearono un rapporto, che nel
1949 li congiunse in matrimonio, intrecciando affetti e carriera. Come dianzi cennato, la sera prima
della leggendaria Gioconda, interpretata dalla Callas, il 2 agosto 1947, Meneghini donò a Maria una
piccola tavola, opera del veronese Giambettino Cignaroli (1706-1770), raffigurante la Sacra Famiglia: un oggetto, che il soprano portò, con sé, nei camerini di tutto il mondo. Dopo 74 anni,
grazie alla Fondazione Paolo e Carolina Zani, il lavoro di Cignaroli è rimasto esposto esposto, nel
luogo originario, in cui fu donato, in occasione della seconda rappresentazione di Turandot,
all’Arena di Verona, con Anna Netrebko, il noto soprano, impegnata nel ruolo del titolo.

L’esposizione ha avuto come sfondo una raccolta di preziosi scatti fotografici, molti dei quali
inediti, che ritraggono Maria Callas, in momenti di vita privata e nei camerini di diversi teatri del
mondo, proprio, con la preziosa opera di Cignaroli.

«Voglio ringraziare la Fondazione Paolo e
Carolina Zani», ha dichiarato Federico Sboarina, Sindaco di Verona e Presidente di Fondazione
Arena, «grazie al cui impegno, la “Sacra Famiglia” appartenuta a Maria Calla,s viene restituita
per una sera al suo luogo simbolo, affinché tutti possano ammirarla. Oggi festeggiamo il ritorno a
Verona, sua città di adozione, di una delle più grandi artiste di ogni tempo. Mi piace pensare che
oggi la “Sacra Famiglia”, dal valore tanto sentito, per Maria Callas, regalerà qualcosa di
importante e di prezioso anche a noi e a tutti coloro che amano l’Arena».

Cecilia Gasdia,
sovrintendente e direttore artistico della Fondazione Arena di Verona: «Maria Callas non ha mai
dimenticato l’Arena e Verona, teatro dove è tornata anche da stella affermata e città dove ha
vissuto e lasciato il segno, ma soprattutto l’Arena non ha mai dimenticato Maria Callas. Quando,
appena ventitreenne, arrivò a Verona, la città la accolse come una figlia; oggi il suo ricordo resta
indelebile. Questa piccola opera d’arte ha un valore intimo, profondo, incommensurabile: siamo
onorati di riaccoglierla tra questi velluti per una sera, con la reverenza e il rispetto per il privato di
una donna e artista unica, come se entrassimo nel suo camerino e uscissimo senza disturbarla,
perché lei è ancora qui, sempre viva».

«Oggi celebriamo il rinnovo di un legame unico e
indissolubile: quello tra l’Arena di Verona e Maria Callas» ha affermato Gianfranco De Cesaris,
direttore generale della Fondazione Arena di Verona. «In Arena, Maria Callas ha mosso i primi
passi di una carriera, che l’ha consacrata icona assoluta di tutti i tempi, ma la sua presenza è
rimasta racchiusa tra le pietre millenarie del nostro Anfiteatro, e siamo felici e orgogliosi di
accoglierla nuovamente per una serata attraverso l’esposizione di questa piccola opera d’arte,
grazie alla collaborazione con la Casa Museo Zani».

«L’esposizione, in Arena della Sacra Famiglia
di Giambettino Cignaroli – ha dichiarato Massimiliano Capella, Ddrettore della Casa Museo Zani –
non è un’operazione nostalgica, ma è da ritenersi una vera e propria restituzione artistica. Seppur
per poche ore, la piccola tavola è tornata, infatti, nel luogo in cui Maria Callas la ricevette, dalle
mani di Giovanni Battista Meneghini. Un dono d’amore che la stessa Callas trasformò nel suo
personale talismano e che da Verona l’accompagnò nei teatri di tutto il mondo. Una piccola opera,
di soli 19 cm, che racchiude le emozioni della più grande leggenda del teatro d’opera del XX
secolo».

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